6 Ottobre 2026 ☀ 23°

Porto Vivo al centro della strategia energetica di Trieste a Roma

Trieste ha illustrato a Roma, al forum Perspective, il piano di rigenerazione Porto Vivo e le scelte energetiche per il porto commerciale: elettrificazione delle banchine, hub di ricarica e una centrale di teleriscaldamento sul mare per servire il nuovo quartiere

Porto Vivo al centro della strategia energetica di Trieste a Roma

Trieste è salita sul palco del XVII Forum tecnico Perspective a Roma con un messaggio chiaro: la rigenerazione urbana non può prescindere da una strategia energetica integrata. Il direttore del Dipartimento Territorio, Ambiente, Lavori pubblici e Patrimonio del Comune, Giulio Bernetti, ha raccontato l’esperienza cittadina, mettendo in evidenza come il progetto di Porto Vecchio–Porto Vivo sia pensato non solo come recupero di aree dismesse ma come laboratorio per nuove soluzioni energetiche e infrastrutturali.

Un piano urbano che integra funzioni e rete energetica

La rigenerazione dei 65 ettari di Porto Vecchio, destinata a diventare il nuovo rione sul mare, viene declinata attorno a un concetto di centralità energetica. L’idea è sviluppare una gestione centralizzata dell’energia per l’intera area, in grado di comporre servizi pubblici, spazi aperti e nuove funzioni urbane. Nel suo intervento Bernetti ha sottolineato come l’approccio favorisca un modello di approvvigionamento più efficiente e meno impattante, che poggia su impianti di ultima generazione e su infrastrutture diffuse pensate per il futuro della città.

La centrale di teleriscaldamento sul mare

Tra le proposte più rilevanti c’è la progettazione di una centrale di teleriscaldamento collocata in prossimità dell’area portuale. Questo impianto, descritto come una soluzione compatibile e sostenibile, punta a coprire i fabbisogni termici e a ottimizzare l’approvvigionamento energetico del nuovo quartiere. La scelta di una rete di teleriscaldamento nasce dalla volontà di ridurre le emissioni complessive e di migliorare l’efficienza energetica urbana, creando un sistema di fornitura che possa servire abitazioni, spazi pubblici e attività produttive con continuità e minori perdite.

Il porto commerciale tra elettrificazione e nuovi servizi

Un altro tema al centro dell’intervento è stato il potenziamento del sistema energetico del porto commerciale. Sono in corso interventi per l’elettrificazione delle banchine, una misura che interessa anche le navi bianche e che consente di ridurre l’uso dei generatori a bordo durante le soste, abbattendo emissioni e rumore. Questo tipo di infrastruttura è parte di una visione più ampia che collega logistica, turismo marittimo e transizione energetica, trasformando il porto in un nodo dotato di servizi moderni e sostenibili.

Pompe di calore, PNRR e domanda di energia

Bernetti ha inoltre evidenziato l’effetto dei progetti finanziati dal PNRR sulla domanda elettrica cittadina. L’installazione di pompe di calore in scuole, palestre e edifici pubblici richiede una programmazione attenta delle forniture e dell’infrastruttura elettrica. Questi interventi, seppur necessari per la decarbonizzazione, impongono di ripensare reti e punti di servizio per evitare colli di bottiglia e garantire continuità agli utenti.

Mobilità elettrica: hub di ricarica e impatto urbano

Sul fronte della mobilità, la discussione ha riguardato la localizzazione e la tipologia di punti di ricarica per le auto elettriche. Trieste, ha spiegato Bernetti, privilegia la realizzazione di hub di ricarica rispetto alla dispersione di singole colonnine, una scelta motivata dalla necessità di minimizzare l’impatto su parcheggi, marciapiedi e spazi pubblici. Gli hub possono concentrare servizi, gestire flussi e consentire una pianificazione più razionale delle aree urbane, favorendo al contempo la transizione verso veicoli elettrici.

Sinergie tra amministrazioni e operatori

Il forum ha offerto anche l’occasione per confrontare esperienze con altre realtà, come i Comuni di Livorno e Brescia e operatori come Edison Next, Sea Aeroporti Milano e Panattoni. Il confronto ha messo in luce l’importanza di un approccio coordinato tra pubblica amministrazione e partner privati per attuare progetti complessi: dalla pianificazione delle infrastrutture energetiche alla gestione dei cantieri fino alla governance delle reti di servizio.

La conclusione del dibattito porta con sé un messaggio pragmatico: rigenerare significa integrare energia, mobilità e funzioni urbane con visione a lungo termine. Per Trieste, Porto Vivo è pensato come un modello replicabile, dove sostenibilità e efficienza energetica sono parametri guida per ripensare il rapporto tra città e mare, tra porto e abitato, e per costruire infrastrutture resilienti alle nuove esigenze energetiche.

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