Il 21 settembre 2026 il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza Energetica ha pubblicato il decreto direttoriale n. 584, stabilendo che il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) 2027-2033 per il Distretto delle Alpi Orientali dovrà essere valutato attraverso una Valutazione Ambientale Strategica (VAS). La disposizione recepisce il parere n. 22 della Commissione tecnica VIA-VAS dell’11 agosto 2026 e segna una rottura rispetto alla gestione del ciclo precedente (2021-2027), che era stata esclusa dalla VAS su richiesta dell’Autorità di Bacino Distrettuale.
Il cambiamento di rotta imposto dal Ministero
Il provvedimento implica che l’intera area del distretto, inclusi i bacini del Tagliamento e del Piave dovrà affrontare una revisione strategica completa prima di procedere con nuovi interventi. La decisione si basa sul fatto che il primo PGRA (2015-2021) aveva già subito una VAS, mentre il secondo ciclo era stato escluso, permettendo di avviare opere di laminazione e casse di espansione senza un confronto globale su scenari alternativi.
Le opere già avviate senza VAS
Nel bacino del Tagliamento, le traverse laminanti di Dignano-Spilimbergo e la cassa d’espansione di Varmo sono state progettate senza valutare gli effetti sui siti Natura 2000 e sull’ecosistema fluviale di rilevanza internazionale. Sul Piave, le casse di espansione previste sulle Grave di Ciano rappresentano solo una parte di una rete di opere che include interventi tra Pederobba e Valdobbiadene a nord e tra Santa Mama e Vidor a sud, mentre in precedenti piani erano state studiate soluzioni alternative lungo l’asta fluviale tra Spresiano e Ponte di Piave.
Le critiche della Commissione e le richieste delle associazioni
La Commissione tecnica VIA-VAS ha evidenziato diverse carenze: assenza di una strategia organica di riqualificazione fluviale mancanza di un programma di gestione dei sedimenti a livello di bacino (obbligatorio dal 2015), assenza di valutazione degli effetti cumulativi e poco spazio alle misure “win-win”, che rappresentano solo il 15 % delle proposte. Inoltre, il consumo di suolo e l’analisi dei cambiamenti climatici risultano insufficienti, così come il monitoraggio dell’efficacia del piano.
Le mobilitazioni sul territorio
Nel frattempo, dal Friuli al Veneto, diversi soggetti hanno formulato osservazioni. Il Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano insieme a associazioni locali e amministrazioni, ha inviato al Ministero e all’Autorità di Bacino una serie di note chiedendo l’inclusione delle opere e delle loro alternative nella VAS. Il Consiglio regionale del Veneto con mozione unanime del 9 giugno 2026, ha richiesto approfondimenti e la valutazione di soluzioni lungo l’alveo. Parallelamente, il gruppo di cittadinanza attiva Noi Siamo Tagliamento ha inoltrato, il 2 agosto, una memoria al Ministero chiedendo la VAS completa, sottolineando la mancanza di un programma di gestione dei sedimenti e la necessità di privilegiare soluzioni basate sulla natura.
Le associazioni chiedono che il percorso della VAS sia davvero aperto e partecipato con la pubblicazione di dati, studi e modelli, e che il PGRA non possa essere usato per accelerare la progettazione delle opere finché la VAS non sia conclusa. Per il Piave, è stata avanzata una richiesta di sospensione cautelativa della progettazione delle casse di espansione sulle Grave di Ciano, al fine di evitare che una decisione già presa limiti il dibattito sugli scenari alternativi. Sul Tagliamento, lo stesso principio è stato invocato per le traverse di Dignano-Spilimbergo e Varmo, così come per il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) avviato dalla Regione.
Il risultato atteso è un confronto globale tra le varie misure, valutando criteri di efficacia idraulica costi, impatti ambientali cumulativi, resilienza al cambiamento climatico e consumo di suolo. Solo così sarà possibile individuare la combinazione di interventi che riduca realmente il rischio di alluvioni con il minor impatto su fiumi, territori, ecosistemi ed economie.
I documenti ufficiali, compreso il procedimento ID 14806, sono consultabili sul portale delle valutazioni ambientali del MASE.



