29 Settembre 2026 🌤 24°

Spedizione europea Deep-Impact esplora gli abissi del Mediterraneo

Il team multidisciplinare ha mappato canyon, catturato pesci di profondità e studiato contaminanti negli abissi del Mar Ionio.

Spedizione europea Deep-Impact esplora gli abissi del Mediterraneo

La campagna oceanografica europea denominata Deep-Impact è giunta al termine dopo settimane di immersioni tra le coste di Corfù e Cefalonia, una zona ancora poco conosciuta del Mediterraneo. Coordinata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), l’operazione ha coinvolto ricercatori dell’Scottish Association for Marine Science delle università di Catania e del Salento, del National Institute of Biology di Lubiana e dell’Hellenic Centre for Marine Research.

Immersioni con ROV e cattura di specie abissali

Utilizzando un ROV (Remotely Operated Vehicle) la squadra ha potuto osservare direttamente i fondali rocciosi e gli habitat a oltre 2.000 metri di profondità. Il veicolo, dotato di telecamere ad alta risoluzione, ha documentato tratti di canyon privi di sedimenti fini, costellati da resti di molluschi pteropodi. Parallelamente, è stata impiegata una trappola sperimentale per la cattura di pesci di zona abissale; i campioni prelevati saranno sottoposti a studi chimici per verificare la presenza e l’accumulo di microplastiche e altri contaminanti.

Rilevamenti con glider e profilatore autonomo

Il gruppo dei glider dell’OGS ha effettuato una serie di profili verticali mediante un glider sottomarino e un profilatore autonomo sperimentale. Gli strumenti hanno registrato temperature, salinità e concentrazioni di ossigeno, rivelando strati d’acqua più ossigenati proprio in prossimità del fondale, coerenti con l’avanzamento di masse d’acqua densa provenienti dal Nord Adriatico. I dati raccolti dalla sonda CTD hanno inoltre permesso di tracciare il percorso ipotetico delle correnti dense verso i canyon marini.

Scoperte sui canyon e sul trasporto di contaminanti

Le prime osservazioni confermano l’esistenza di un canyon sottomarino che sembra fungere da canale preferenziale per le acque dense, favorendo il loro afflusso negli abissi del Mediterraneo. Riccardo Martellucci principal investigator di Deep-Impact, ha spiegato che “l’obiettivo è capire come le acque dense interagiscono con i canyon e con gli ecosistemi profondi e se contribuiscono al trasporto verso gli ambienti abissali di microplastiche e altri contaminanti”. I campioni di eDNA prelevati nelle acque profonde permetteranno di ricostruire la composizione della fauna microrganica e di verificare l’impatto di questi trasporti sull’intera catena alimentare.

Il carattere multidisciplinare dell’OGS ha consentito di combinare oceanografia fisicabiologia marinageofisica e tecnologie di osservazione autonoma, garantendo una visione integrata dell’ambiente. Le riprese video e fotografiche effettuate a bordo della nave da ricerca Aegaeo saranno poi montate in un documentario dedicato al progetto, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della ricerca negli abissi.

Deep-Impact è inserito nell’iniziativa Aquarius infrastruttura europea che mette a disposizione navi, veicoli subacquei e piattaforme autonome per progetti marini competitivi, contribuendo alla missione europea “Restore our Ocean and Waters by 2030”. La campagna ha quindi non solo arricchito la conoscenza scientifica, ma ha anche fornito dati utili per le politiche di tutela degli oceani a livello continentale.

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