Dal 5 al 7 novembre la città di Trieste diventa il palcoscenico degli IVIPRO DAYS 2026 un appuntamento internazionale integrato nel Trieste Science+Fiction Festival. L’evento si propone di analizzare il videogioco non solo come forma di intrattenimento, ma come mezzo capace di raccontare il territorio, valorizzare il patrimonio culturale e stimolare dibattiti su temi sociali e politici.
Le tre giornate, tutte in presenza, saranno precedute da una serie di dirette online su GameCvlt, programmate tra metà e fine ottobre. Queste anteprime introdurranno concetti chiave e consentiranno a chi non può raggiungere Trieste di familiarizzare con gli argomenti che saranno approfonditi sul posto.
Programma e relatori di spicco
Il calendario prevede un’alternanza di keynote, tavole rotonde e focus group. Giovedì 5 novembre, presso l’Urban Center in Corso Cavour, si apre con “Local Roots, Global Voices”, una sessione dedicata alla localizzazione dei contenuti videoludici. Tra gli speaker di spicco troviamo Maciej Miąsik produttore del primo The Witcher e Dariia Selishcheva game designer ucraina impegnata nella creazione di giochi da rifugi antiaerei.
Giorno 1 – Territorio e lavoro nel settore
Alle 15:30 Pietro Guardini presenterà una panoramica sulla games user research applicata al patrimonio culturale illustrando metodologie per valutare la percezione del giocatore. Successivamente, alle 16:15, sarà discusso il tema del licensing e delle partnership sostenibili, mentre alle 17:45 Maciej Miąsik chiuderà la giornata con una riflessione sui rischi e le opportunità nei cicli di produzione videoludica.
Giorno 2 – Memoria digitale, conflitti e modelli emergenti
Venerdì 6 novembre si svolge allo Sci-Fi Dome in piazza della Borsa. La mattinata inizia con la presentazione di Dariia Selishcheva sul ruolo del videogioco come testimonianza di guerra, seguita da Hans Böhme, autore di The Berlin Apartment che esplorerà la storia di Berlino attraverso il gameplay. Piotr Gnyp di GOG introdurrà il delicato tema della conservazione digitale, evidenziando sfide legate alla chiusura dei server e al deterioramento dei formati.
Giorno 3 – Premi, futuro dell’industria e nuovi modelli
Sabato 7 novembre, sempre allo Sci-Fi Dome, il programma prevede discussioni su anarcocapitalismosostenibilità e modelli di business per il panorama videoludico italiano. La giornata culminerà con la cerimonia di premiazione del Premio Giovanni Pollicino dedicato alle migliori tesi di laurea sul videogioco, con vincitori annunciati davanti a un pubblico di studios, accademici e rappresentanti istituzionali.
Temi chiave: territorio, politica e memoria
Tra i filoni principali, spicca il legame tra videogioco e territorio. Gli interventi analizzano come il patrimonio locale possa non solo essere rappresentato, ma anche diventare un punto di partenza per collaborazioni interculturali. Si affrontano inoltre questioni di identità politica in Brasile, le cosmovisioni afro-indigene e il fenomeno dei nuovi fascismi, evidenziando il potere del medium di commentare eventi contemporanei. Un altro filone riguarda la memoria dalla ricostruzione della storia di Berlino alla conservazione del patrimonio videoludico e cinematografico, passando per l’uso dell’horror per narrare l’archeologia.
Logistica, iscrizioni e premi
La partecipazione è gratuita ma è obbligatoria la registrazione su Eventbrite, con posti limitati che si esauriscono rapidamente. Gli orari di apertura sono 14:30 per giovedì all’Urban Center, mentre venerdì e sabato le attività iniziano alle 10:00 nello Sci-Fi Dome. Oltre ai professionisti del settore, l’evento è aperto a studenti, ricercatori, operatori culturali e a chiunque sia interessato al ruolo del videogioco nella società. Il Premio Giovanni Pollicino rappresenta il culmine dell’iniziativa, riconoscendo l’eccellenza accademica nel campo videoludico.



