Tra il 23 luglio e il 23 settembre 2025 l’Università di Udine ha condotto l’indagine denominata Proben 2, un progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. I risultati sono stati divulgati presso il Palazzo Antonini di Udine, durante il convegno “Dai bisogni alle risposte. Promuovere il benessere psicologico degli studenti, comprendere il disagio, costruire l’Università del futuro”. L’incontro ha coinvolto rappresentanti dell’ateneo, delle istituzioni regionali, degli enti locali e degli studenti, con l’obiettivo di trasformare i dati emersi in interventi operativi.
Risultati chiave della ricerca Proben 2
L’indagine ha toccato 17 939 iscritti, ma solo 1 965 hanno completato il questionario online anonimo, basato sul protocollo internazionale WMH-ICS della Harvard Medical School in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità. I dati mostrano che il 51,8 % dei partecipanti registra un indice di benessere psicologico sub-ottimale superando il valore soglia considerato sano. Tra coloro che si trovano in una condizione di disagio, solo 26,5 % ha già richiesto un supporto professionale, segnalando un evidente gap tra necessità percepite e accesso ai servizi.
Pattern sintomatologici emergenti
Lo screening ha evidenziato la presenza di sintomi riconducibili a diversi disturbi: il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) è comparso in 43,3 % dei casi, l’ansia in 31,2 % la disattenzione in 29,4 % i disturbi dell’alimentazione in 25,6 % e la depressione in 20,7 %. Queste percentuali indicano che il disagio non si limita a un singolo sintomo, ma si manifesta in forme multiple e interconnesse, richiedendo interventi multidisciplinari.
Profili di vulnerabilità e fattori di rischio
Analizzando i sottogruppi, emergono differenze significative. Tra gli studenti che hanno subito un ritardo nel percorso accademico, il risultato positivo allo screening per PTSD sale al 54 % l’ansia raggiunge il 41 % e la depressione il 35 %. Gli alunni fuori sede mostrano un tasso di depressione del 34,3 %. Inoltre, le difficoltà economiche si correlano con una maggiore incidenza di tutti gli indicatori di rischio, suggerendo che fattori socio-economici aggravano la vulnerabilità emotiva.
Dichiarazioni dei responsabili
«Questi numeri ci ricordano quanto il benessere emotivo sia parte integrante della qualità della vita e del successo accademico», ha dichiarato il prof. Silvio Brusaferro responsabile scientifico del progetto. Per l’ateneo, la risposta è la costruzione di un “Campus che promuove salute” in cui prevenzione, sostegno psicologico, stili di vita corretti, attività sportive, culturali e sociali si integrano in una strategia condivisa con il territorio.
La dirigente Laura Brunelli dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale ha sottolineato che «non esiste un solo profilo di studente vulnerabile». Il suo intervento ha rimarcato che le difficoltà personali si intrecciano con quelle accademiche, economiche e relazionali, rendendo necessario un approccio che combinasse prevenzione, promozione della salute, attività fisica e supporto psicologico.
La piattaforma “Bene in mente” come risposta concreta
All’interno di questo quadro, la piattaforma digitale Bene_in_mente è stata presentata come strumento di auto-aiuto. Sviluppata nell’ambito di Proben 2, offre 15 moduli brevi basati su Acceptance and Commitment Therapy, mindfulness, psicologia positiva e terapia della compassione. Il prof. Cristiano Crescentini ha spiegato che i moduli, fruibili tramite video, podcast ed esercizi guidati, consentono agli studenti di avvicinarsi al benessere in maniera flessibile, senza sostituire i servizi di counseling esistenti, ma facilitando il primo passo verso la ricerca di aiuto.
Cooperazione inter-istituzionale
Il progetto Proben 2 è un partenariato esteso che coinvolge, oltre all’Università di Udine, le università di Pavia, Pisa, del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e diversi conservatori musicali. La collaborazione inter-istituzionale punta a diffondere le pratiche emerse, a monitorare l’evoluzione dei dati e a implementare politiche di salute mentale a livello nazionale ed europeo.



