Dal cuore di Pordenone è scaturita la seconda edizione di Palestinalegge un percorso di quattro giornate che ha coniugato cultura, testimonianza e impegno reale per la Palestina. L’iniziativa, interamente gestita da nove gruppi locali, si è svolta intorno al gazebo installato vicino alla centrale piazza Cavour, vestito del caratteristico giallo del festival letterario.
Ricordare Vittorio Arrigoni e i valori della resistenza umana
Il ricordo di Vittorio Arrigoni è stato il filo conduttore della manifestazione. La madre, Egidia Beretta ha condiviso il motto di suo figlio, “restiamo umani“, suscitando emozione tra i presenti. Questo appello ha guidato le discussioni su come le parole, spesso svuotate di significato, debbano ritrovare la loro forza in ambito di diritti umani e solidarietà.
Progetti concreti di solidarietà sul territorio palestinese
Durante gli incontri sono stati illustrati diversi progetti di aiuto diretto. Tra questi, la scuola-tenda eretta a Gaza City e il Jafra Center un centro medico nel campo profughi di Jabalya. Maria Elena Delia ha raccontato l’esperienza della Global Sumud Flotilla una iniziativa volta a rompere l’assedio su Gaza e a portare speranza alle popolazioni colpite.
Educazione e testimonianza accademica
Il professor Roberto Cirelli ha presentato il libro “Cronache di un paese interrotto” frutto dell’esperienza dei suoi studenti universitari in Cisgiordania. Attraverso foto, racconti e riflessioni, gli alunni hanno mostrato le difficoltà quotidiane e la resilienza di una popolazione sotto pressione.
Arte, poesia e voce della resistenza
Le parole si sono fatte canto: sono state lette poesie provenienti da Gaza, tradotte in friulano da Silvio Ornella mentre Ghassan Kanafani è stato ricordato per il suo contributo alla letteratura della resistenza. In collegamento video, Cris ha parlato dalla Cisgiordania, descrivendo la sua presenza protettiva accanto a una famiglia assediata da coloni. Parallelamente, Alae Al Said ha presentato il proprio libro, focalizzato sulla dignità e sui diritti del popolo palestinese.
Chiusura simbolica e impegno politico
Il gran finale è stato affidato al Coro provinciale ANPI di Pordenone che ha intonato canti di libertà e Resistenza, chiudendo l’evento con una nota di speranza. Numerosi cittadini si sono fermati al gazebo, hanno partecipato agli incontri, donato o semplicemente espresso solidarietà. L’intera manifestazione è stata realizzata da volontari, senza alcun sponsor. Al termine, gli organizzatori hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo il rispetto della Costituzione, dei diritti umani e del diritto internazionale, senza doppi standard, affinché l’Italia contribuisca alla fine dell’oppressione palestinese e alla costruzione di una pace giusta.



