14 Settembre 2026 ☁ 24°

Mauro Corona racconta Felice: il fratello perduto e il romanzo che lo riporta in vita

Mauro Corona torna in libreria con 'Felice', un romanzo che racconta il rapporto conflittuale con il fratello scomparso in Germania nel 1968.

Mauro Corona racconta Felice: il fratello perduto e il romanzo che lo riporta in vita

Mauro Corona, noto scrittore e alpinista, torna in libreria con un’opera che tocca le corde più profonde dell’animo umano. Felice pubblicato da Bompiani, è un romanzo che esplora il rapporto complesso tra Corona e il fratello maggiore, scomparso in circostanze misteriose in Germania nel 1968. Un viaggio letterario che unisce passato e presente, memoria e immaginazione.

Il libro, in uscita il 15 settembre, è un confronto crudo e sincero tra Mauro e Felice, un dialogo immaginario che permette a Corona di affrontare le proprie colpe e debolezze. Felice il fratello scomparso, diventa la voce narrante che non risparmia critiche al fratello minore, mettendolo di fronte a uno specchio impietoso.

Un confronto crudele e liberatorio

Nel romanzo, Felice non fa sconti a Mauro, rivelando aspetti del suo carattere che lo stesso scrittore aveva sempre tenuto nascosti. Corona ammette di essere stato ambiguo, traditore, possessivo e a volte violento ma è proprio questo confronto che lo ha salvato. Le parole di Felice sono le più dure che Mauro abbia mai sentito, ma sono anche quelle che gli hanno permesso di vedere se stesso in modo più chiaro.

Il 20 settembre, Corona presenterà il libro a Pordenonelegge al Palafumetto alle 17.30. Un’occasione per approfondire il significato di questo romanzo e il rapporto tra i due fratelli. Corona ha dichiarato: “Felice mi ha messo al tappeto e nello stesso tempo lo ho riavvicinato a me, è stata una specie di pomata sulla fronte.”

Il rapporto conflittuale con Felice

Il rapporto tra Mauro e Felice era molto conflittuale. Mauro, che aveva la tendenza a comandare, costringeva Felice a fare cose che non avrebbe mai scelto spontaneamente. Felice, nato nel 1951, aveva una visione della vita completamente diversa da quella del fratello, amava i bei vestiti e le auto, mentre Mauro era più legato alla natura e all’avventura.

In un incontro su Zoom, Corona ha sottolineato come le autobiografie siano pesanti e antipatiche se il protagonista non si fa a pezzi da solo. Felice è un’autobiografia in cui Corona si mette a nudo, affrontando le proprie colpe e cercando di migliorare il proprio rapporto con gli altri.

La tragedia di Felice e il desiderio di riconciliazione

Felice partì per la Germania in cerca di fortuna, promettendo di guadagnare i soldi per comprarsi un bel vestito e di portare un orologio a Mauro. Purtroppo, la sua avventura finì tragicamente sul bordo di una piscina, dove venne trovato morto pochi mesi dopo la sua partenza nel 1968.

Corona ha immaginato un futuro per Felice, inventando per lui una gelateria. “Le radici sono degli elastici che si tirano e ti riportano a casa” ha detto Corona, spiegando come abbia cercato di riportare a casa il fratello attraverso la scrittura. La tragedia di Felice è una storia dimenticata, ma attraverso questo romanzo, Corona ha cercato di darle nuova vita.

In un mondo segnato da guerre e conflitti, la storia di Felice può sembrare una robettina ma per Corona è una tragedia personale che merita di essere raccontata. Corona ha espresso il desiderio di sentire la vicinanza di chi era con Felice quando è morto, un desiderio che rimane ancora insoddisfatto.

La montagna e la scrittura: due facce della stessa medaglia

Corona ha sempre avuto un rapporto complesso con la montagna, che lo uccide anche oggi perché gli crea paura e dubbi. La scrittura, invece, è stata la sua salvezza. Quando scrive, Corona non esiste più, c’è qualcuno che gli suggerisce cosa fare. “Io non esisto più, non ho più paura della morte, dolori, preoccupazioni” ha dichiarato.

Un viaggio nell’anima di Mauro Corona che permette al lettore di riflettere sulla propria esistenza e sulle proprie colpe. Un’opera che dimostra come la scrittura possa essere una forma di liberazione e di riconciliazione con se stessi e con il proprio passato.

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