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Richieste di dimissioni e stop alle commemorazioni: il caso Trieste

Antifascisti denunciano la gestione dell'ordine pubblico e chiedono misure chiare contro il neofascismo

Richieste di dimissioni e stop alle commemorazioni: il caso Trieste

Una conferenza stampa tenuta il 26 maggio 2026 ha rilanciato le accuse di gruppi antifascisti contro la gestione degli ultimi disordini in centro città, avvenuti durante la commemorazione di Almerigo Grilz del 19 maggio. I promotori, riuniti sotto l’egida dell’Assemblea triestina contro vecchi e nuovi fascismi, hanno presentato un documento che ricostruisce gli episodi e avanza richieste precise: dalle dimissioni dei vertici delle forze dell’ordine fino alla cancellazione di riconoscimenti pubblici ritenuti inappropriati.

Nei comunicati e negli interventi si insiste sulla differenza tra il presidio pacifico descritto dagli antifascisti e l’aggressione attribuita a gruppi di estrema destra, che secondo la ricostruzione avrebbero usato oggetti contundenti e strumenti impropri. La tensione tra le versioni opposte — degli organizzatori della commemorazione e dei manifestanti di protesta — ha portato a cariche e a feriti, alimentando il dibattito politico e civile in città.

Le accuse e le richieste dell’assemblea

Durante la conferenza stampa il nodo centrale è stato la critica all’ordine pubblico così come gestito dalle autorità locali. I partecipanti hanno sostenuto che «individui armati» siano stati lasciati liberi mentre altri cittadini, descritti come disarmati, sono stati oggetto di cariche della polizia. Da qui la richiesta di dimissioni del questore Lilia Fredella e del prefetto Giuseppe Petronzi, ritenuti responsabili della gestione dell’ordine pubblico. In parallelo si chiede responsabilità politiche a livello regionale, con l’accusa rivolta al presidente Massimiliano Fedriga e all’assessore Fabio Scoccimarro per avere, secondo l’assemblea, legittimato la commemorazione.

Le proposte sul piano culturale e istituzionale

Tra le richieste più rilevanti figura la soppressione della cerimonia che includeva saluti riconducibili all’estrema destra e la «cancellazione del premio Grilz». L’assemblea motiva tale richiesta con ragioni di incompatibilità etica e deontologica rispetto ai valori dell’Ordine dei giornalisti, evidenziando come la memoria di Grilz sia oggi oggetto di contestazione per il suo passato politico. Viene inoltre chiesto il divieto della commemorazione in via Paduina e l’avvio di una riflessione pubblica sul significato di tali eventi nella città.

Ricostruzione degli episodi del 19 maggio

Secondo la versione presentata dall’assemblea antifascista, il presidio iniziale era composto da persone con gonfiabili, palloncini e pistole ad acqua, segnale di un carattere non violento. La degenerazione sarebbe avvenuta all’incrocio tra via Timeus e viale XX Settembre, quando — si sostiene — alcuni partecipanti della commemorazione avrebbero risposto con tirapugni, spranghe, caschi e cinghie, provocando feriti e danni ai dehors dei locali. Fonti giornalistiche hanno confermato la presenza di agenti di Polizia e Carabinieri intervenuti in assetto antisommossa per riportare la calma.

Il bilancio e le testimonianze

Il bilancio dei disordini include persone ferite e un giornalista ricoverato dopo essere stato colpito durante gli scontri. Video e riprese circolano sui social e sono al vaglio per identificare i responsabili; intanto, parti politiche e associazioni si accusano a vicenda di avere alimentato una situazione già carica di tensione. Per l’assemblea, l’episodio non è isolato: è la manifestazione di un clima di legittimazione del neofascismo che andrebbe contrastato institutionalmente e culturalmente.

Reazioni, conseguenze e prossimi passi

Le richieste avanzate includono, oltre alle dimissioni, una serie di azioni concrete: divieto delle commemorazioni con elementi apologetici, revisione del riconoscimento giornalistico intitolato a Grilz e l’apertura di un tavolo pubblico per discutere le responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico. L’assemblea ha annunciato una nuova riunione pubblica prevista per il 29 maggio nell’area di San Giusto, invitando associazioni, cittadini e rappresentanti politici a partecipare a un confronto aperto.

Al momento non risultano repliche ufficiali dalla Prefettura o dalla Questura di Trieste alle richieste presentate in conferenza stampa. Resta sul tavolo il nodo della ricostruzione dei fatti e della qualificazione politica della memoria di Almerigo Grilz, figura il cui passato nel Fronte della Gioventù rende la commemorazione un tema divisivo. La vicenda riapre il dibattito su come la città intende tutelare il bene pubblico e prevenire future escalation.

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