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Crisi ospedaliere: i cantieri fermi e i fondi bloccati tra Trieste, Udine e Ancona

I cantieri degli ospedali di Trieste, Udine e Ancona sono fermi. Scopriamo insieme le cause e le conseguenze di questa situazione critica.

Crisi ospedaliere: i cantieri fermi e i fondi bloccati tra Trieste, Udine e Ancona

La situazione degli ospedali in Italia è sempre più critica. A Trieste, Udine e Ancona, i cantieri sono fermi e i fondi stanziati non possono essere utilizzati. Una situazione che sta creando non pochi problemi e che richiede soluzioni immediate.

Il presidente Fedriga e l’assessore Riccardi avevano annunciato lo stanziamento di 70 milioni di euro per sbloccare i cantieri dell’ospedale di Cattinara a Trieste. Tuttavia, la decisione dei magistrati, che hanno in mano i fascicoli della Rizzani de Eccher non sembra arrivare in tempi brevi. I fondi restano quindi bloccati, mentre la città di Trieste continua a subire le conseguenze di un progetto ormai obsoleto.

I cantieri bloccati e i fondi inutilizzati

La situazione a Trieste è particolarmente critica. I cantieri dell’ospedale di Cattinara sono fermi da nove anni e l’unica cosa completata è stata la distruzione della pineta, al suo posto una pozza di acqua sporca. I 70 milioni di euro annunciati sembrano servire più a far credere che si stia facendo qualcosa, piuttosto che a risolvere realmente il problema.

Intanto, a Udine, la ristrutturazione dell’ospedale di Udine va avanti. Sono stati stanziati 176 milioni di euro per il padiglione 15 e ulteriori 86 milioni per interventi strutturali. Finora sono stati spesi oltre mezzo miliardo di euro, e l’ospedale sta venendo su bene, immerso nel verde, con addirittura un giardino zen.

La crisi della Rizzani de Eccher

La crisi della Rizzani de Eccher ha avuto un impatto significativo sui cantieri ospedalieri. A gennaio di quest’anno, i lavori del nuovo Salesi ad Ancona si sono bloccati. Il tribunale di Trieste ha confermato il provvedimento di crisi e ha esteso le misure cautelari fino alla definizione del procedimento concorsuale.

Nel frattempo, sono arrivati almeno due interessamenti certi per rilevare il cantiere: quello del colosso WeBuild e quello della Di Vincenzo spa di San Giovanni Teatino. La Di Vincenzo avrebbe effettuato sopralluoghi ad Ancona nel maggio scorso, mostrando un interessamento concreto al cantiere. La situazione rimane comunque critica, con i lavori che procedono a rilento.

Le scadenze e le prospettive future

La scadenza fissata per la conclusione dei lavori del nuovo Salesi è il 15 dicembre . Tuttavia, rispettare questa data sembra un’impresa ardua. I lavori da 84 milioni di euro sono stati affidati nel maggio alla Rizzani De Eccher ma la crisi dell’azienda ha bloccato tutto.

Nel 2026, la Regione ha accolto la richiesta di Torrette di realizzare un ulteriore piano, il sesto, per ospitare i reparti di ginecologia e ostetricia. Questo ha portato a un aumento dei 27.500 metri quadri complessivi e a 201 posti letto. Tuttavia, la crisi della Rizzani De Eccher ha messo tutto in discussione.

Intanto, sul cantiere del nuovo Salesi sono stati completati alcuni lavori, come la platea delle fondazioni, la paratia di sostegno del terrapieno dell’elisuperficie, la nuova isola ecologica e l’edificio nuova Morgue e Anatomia patologica. Tuttavia, la situazione rimane critica e la scadenza del 15 dicembre sembra sempre più lontana.

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