La morte di Abderrahim Fakir l’imprenditore marocchino deceduto a Bologna durante un controllo di polizia, ha scatenato una serie di proteste in tutta Italia. A Trieste, uno striscione è apparso sulla Scala dei Giganti simbolo della città, con la scritta “Giustizia per Abderrahim Fakir. Basta morti di Stato”.
La protesta è stata rapidamente rimossa dalla Digos, ma ha suscitato un forte dibattito pubblico. Nel frattempo, altre manifestazioni sono state annunciate in diverse città del Friuli Venezia Giulia, tra cui Gorizia e Udine.
I risultati dell’autopsia e le prime ipotesi
L’autopsia sul corpo di Fakir ha rivelato la presenza di sangue vivo nei polmoni e segni di schiacciamento. Questi risultati hanno alimentato il dibattito sulle cause della morte, con le parti in causa che avanzano ipotesi contrastanti.
L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo ha parlato di “asfissia violenta da compressione“, mentre il legale dei poliziotti, Gabriele Bordoni ha escluso un eccessivo utilizzo della forza. La Procura di Bologna ha avviato un’indagine approfondita, con l’obiettivo di chiarire definitivamente le circostanze della morte.
Le dichiarazioni politiche e le critiche
La vicenda ha suscitato anche un forte dibattito politico. L’avvocato Anselmo ha criticato le dichiarazioni dei vertici del governo, tra cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che ha espresso fiducia nell’operato degli agenti. Secondo Anselmo, queste dichiarazioni rappresentano una interferenza inaccettabile nell’indagine giudiziaria.
“È ipocrita dire che non si vuole interferire con la magistratura, per poi assicurare che l’operato degli agenti sia stato corretto”, ha dichiarato Anselmo. “Questo è un caso di Stato, dove il governo ha deciso che Fakir doveva morire così e va bene così.”
Le prossime tappe dell’indagine
L’indagine è ancora in corso e i risultati completi dell’autopsia saranno disponibili tra 90 giorni. Nel frattempo, sono stati richiesti prelievi tossicologici per verificare la presenza di sostanze stupefacenti o farmacologiche. La Procura ha anche chiesto una valutazione della tempestività e dell’adeguatezza dei soccorsi sanitari.
La vicenda di Abderrahim Fakir continua a suscitare emozioni e dibattiti, mentre la città di Trieste e altre realtà del Friuli Venezia Giulia si mobilitano per chiedere giustizia.



