Nel cuore di Udine, Casa Cavazzini ospita un tesoro d’arte che racconta una storia di solidarietà e rinascita. La collezione FRIAM recentemente riallestita, è un patrimonio unico che nasce dal dolore del terremoto del Friuli del 1976 e dalla generosità internazionale.
Il nuovo percorso espositivo, inaugurato al piano terra del museo, offre al pubblico un viaggio tra oltre cento opere d’arte, tra dipinti, stampe e sculture, che raccontano un’epoca e un legame speciale tra il Friuli e la scena artistica internazionale.
Un gesto di solidarietà che diventa patrimonio artistico
La collezione FRIAM ha origini straordinarie. Nel 1976, dopo il devastante terremoto che colpì il Friuli, il comitato italo-statunitense FRIAM, insieme ad artisti americani e personalità del mondo politico e diplomatico, promosse la donazione di opere d’arte inizialmente destinate a un’asta per sostenere la ricostruzione. L’allora sindaco di Udine, Angelo Candolini e il consiglio comunale decisero di non disperdere questa raccolta, riconoscendone il valore storico e culturale.
“Con questo riallestimento ricordiamo una straordinaria esperienza di solidarietà nata dal dolore del terremoto del Friuli, ma anche l’idea di un’America aperta e generosa”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Federico Pirone. “Il terremoto del 1976 fu un evento drammatico, ma in mezzo alle macerie si attivò una rete di aiuti eccezionale, che coinvolse i nostri vicini europei e gli Stati Uniti.”
Un modello di amicizia e cooperazione internazionale
La collezione FRIAM non è solo una raccolta d’arte, ma un documento storico di un’epoca e una testimonianza del rapporto tra Udine, il Friuli e la scena artistica internazionale. Le opere riunite in questa collezione spaziano dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento e includono lavori di protagonisti come Willem de KooningRoy LichtensteinSol LeWittDonald JuddFrank Stella e Carl Andre.
Il nuovo percorso espositivo consente di leggere la FRIAM nella sua complessità, offrendo una nuova chiave di lettura di questo patrimonio unico. “Esporre queste opere significa dare spazio a quell’idea di Friuli nata dal terremoto e, allo stesso tempo, ricordare un modello di amicizia e cooperazione internazionale che ha visto protagonista un’America opposta a quella interpretata dai protagonisti d’oggi”, ha aggiunto Pirone.
Un viaggio tra arte e storia
Il professor Luca Pietro Nicoletti docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Udine, ha illustrato l’assoluta unicità della collezione FRIAM nel panorama italiano, evidenziandone il valore artistico. “Questa raccolta è un esempio straordinario di come l’arte possa nascere e crescere in contesti di difficoltà e solidarietà”, ha affermato Nicoletti.
Il riallestimento della collezione FRIAM è inserito nel percorso di ricordo dei cinquant’anni dal terremoto del Friuli del 1976, insieme alla mostra originale “Terremoti e Trasformazioni”, in apertura la prossima settimana. Questo evento rappresenta un’opportunità unica per riflettere sul passato e celebrare la resilienza e la generosità che hanno portato alla creazione di un patrimonio artistico così significativo.
Visitare Casa Cavazzini e immergersi nella collezione FRIAM significa non solo ammirare opere d’arte di grande valore, ma anche riscoprire una storia di solidarietà e rinascita che ha lasciato un segno indelebile nella cultura e nell’identità del Friuli.



