Negli ultimi anni la manutenzione e la sorveglianza delle infrastrutture sottomarine hanno cambiato paradigma grazie a sistemi capaci di operare in autonomia prolungata. Saipem ha messo a punto una soluzione che non si limita a un singolo veicolo, ma a una piattaforma integrata pensata per restare a lungo sul fondale e ridurre la dipendenza dalle imbarcazioni di supporto. Questo approccio apre scenari nuovi per la gestione di gasdotti, rigassificatori, porti e installazioni offshore, abbassando l’impatto ambientale delle operazioni marine.
L’elemento distintivo è la possibilità per i mezzi di rimanere in modalità residente per periodi prolungati: collegati a stazioni di ricarica e in comunicazione continua, possono eseguire missioni sequenziali senza intervento umano diretto. Dietro questa capacità si nascondono sistemi di ricarica induttiva, modem ottici e acustici per lo scambio dati e una gestione basata su intelligenza artificiale che coordina le attività e supervisiona la salute dei veicoli.
La famiglia Hydrone: design e differenze operative
Il programma denominato Hydrone include tre piattaforme autonome studiate per compiti diversi ma complementari. Il più leggero e adatto alle lunghe percorrenze è pensato per ispezioni estese, mentre un altro modello è progettato per attività di controllo e interventi di modesta entità. La versione più capace, completamente elettrica, affronta operazioni complesse e carichi maggiori di lavoro. Nonostante le differenze, tutti i mezzi condividono componenti chiave come batterie avanzate, sensori di ultima generazione e software di navigazione autonoma che permettono l’operatività fino a profondità dell’ordine di 3.000 metri.
I veicoli e le loro funzioni
Il modello destinato alle ispezioni a lunga distanza combina autonomia energetica e sistemi sensoriali ottimizzati per mappare tubazioni e strutture sottomarine; un altro veicolo, più agile, è concepito per verifiche puntuali e piccoli interventi. La piattaforma più robusta, totalmente elettrica, supporta attività operative complesse che richiedono maggiore carico utile e stabilità in condizioni difficili. L’ingombro complessivo dei mezzi è paragonabile a quello di un’automobile compatta, il che facilita il trasporto e la logistica rispetto a soluzioni più ingombranti.
Modalità di funzionamento e autonomia sul fondale
In configurazione residente, i veicoli possono restare ancorati al fondo marino per periodi prolungati, con la possibilità di rimanere in posizione fino a dodici mesi consecutivi se necessario. Questa modalità si basa su docking station subacquee che assicurano ricarica induttiva e scambio dati senza contatto fisico. Le comunicazioni utilizzano modem ottici per trasmissioni ad alta velocità quando la visibilità lo consente e modem acustici per collegamenti affidabili in condizioni più ostili, consentendo aggiornamenti software e trasferimento di esiti di missione verso la superficie.
Tecnologie abilitanti
Alla base dell’autonomia ci sono sistemi di accumulo energetico a elevata densità e algoritmi che ottimizzano i consumi durante le pattuglie e le manovre. Il machine learning e le strategie di controllo predittivo permettono ai veicoli di adattarsi a turbolenze, correnti e variazioni ambientali, riducendo la necessità di intervento umano. L’integrazione tra hardware e software rende possibile pianificare missioni ripetute e prioritarizzare attività critiche come l’ispezione di giunti o la raccolta di campioni per monitoraggio ambientale.
Applicazioni pratiche e impatti sul settore
Le aree di impiego vanno dall’ispezione e manutenzione delle pipeline alla sorveglianza di infrastrutture offshore, fino al supporto per attività ambientali e alla sicurezza portuale. Il sistema dedicato alla riparazione remota delle tubazioni, integrato nell’offerta complessiva, consente di intervenire su anomalie senza dover ricorrere a operazioni di superficie complesse. Questo approccio limita il numero di navi necessarie, riduce i costi e abbassa l’impronta ecologica legata alle missioni di controllo e ripristino.
Saipem si distingue nel panorama italiano come realtà in grado di seguire l’intero ciclo: dalla progettazione alla produzione fino alla gestione operativa di tecnologie robotiche per infrastrutture sottomarine critiche. La combinazione di veicoli autonomi, docking station e sistemi di riparazione remota rappresenta una risposta concreta alle esigenze di continuità operativa e protezione ambientale, aprendosi a scenari dove l’autonomia e la connettività diventano leve strategiche per la resilienza delle reti sottomarine.



