Nel complesso ipogeo delle Bocche del Timavo è stata individuata e percorsa una nuova galleria sommersa che cambia lo scenario delle esplorazioni locali. L’impresa è nata dalla collaborazione tra la sezione speleologica del Club Alpinistico Triestino e il gruppo sloveno Jamarsko društvo Dimnice Koper, e ha visto al centro dell’azione lo speleosub sloveno Simon Burja. L’obiettivo era proseguire la mappatura del sistema e verificare possibili raccordi verso cavità note come il Pozzo della Ferrovia.
L’immersione, condotta in condizioni favorevoli rispetto al passato, ha permesso di superare un limite che resisteva dal 2016, quando i colleghi francesi della FFESSM di Marsiglia raggiunsero un punto terminale a circa 82 metri sotto il livello del mare nel ramo principale denominato Grande Collettore. Il nuovo tratto esplorato si sviluppa controcorrente e, per la prima volta in questa zona, è stato possibile documentarne la morfologia e rilevarne i dati con strumenti elettronici.
Caratteristiche della nuova galleria
La prosecuzione individuata misura attualmente circa 115 metri di sviluppo percorribile e continua ad inoltrarsi verso l’ignoto. Le dimensioni sono impressionanti: la sezione va dai 10 ai 15 metri di larghezza, mentre il piano di calpestio si presenta con un fondo di roccia viva, una configurazione molto diversa dagli accumuli detritici e dal limo che solitamente caratterizzano le sorgenti sommerse del Timavo. La galleria risale progressivamente fino a circa 50 metri di profondità, fattore che rende più agevole e promettente la prosecuzione delle esplorazioni.
Morfologia e flusso
Tra gli elementi più significativi c’è la corrente contraria che interessa il nuovo tratto, una portata sostenuta anche in condizioni di magra che rappresenta una sfida per chi prosegue la penetrazione. La doppia curvatura della nuova sezione orienta il percorso verso nord, aumentando le possibilità di un futuro raccordo con il Pozzo della Ferrovia. Inoltre, la presenza di un piano roccioso levigato suggerisce processi erosivi diversi rispetto alle aree sabbiose e limose, e non esclude la presenza di un possibile sbocco aereo in quota più elevata.
Accesso e conformazione dell’ingresso
L’avvicinamento al sistema è stato effettuato tramite il Pozzo dei Colombi di Duino, una cavità profonda 26 metri che si apre in un lago sotterraneo; da lì le pareti proseguono verticalmente sott’acqua. A circa 30 metri si accede a una galleria sommersa di dimensioni rilevanti: da un ramo la Grande Frattura scende verso il mare e le sorgenti, mentre il Grande Collettore prosegue verso l’interno del Carso seguendo il percorso del fiume sotterraneo.
Impatto operativo dell’accesso
L’ubicazione dell’ingresso e la morfologia verticale rendono le operazioni logistiche complesse: il passaggio dal pozzo al piano sommerso richiede coordinamento per le fasi di equipaggiamento e sicurezza. La natura ampia della galleria scoperta allevia alcune difficoltà di movimento subacqueo, ma la corrente e la profondità mantengono elevati i rischi associati alla speleosubacquea, imponendo protocolli stringenti per ogni uscita successiva.
Esplorazione, rilievo e prospettive
L’immersione di Simon Burja è durata oltre tre ore e ha incluso il rilievo della nuova porzione mediante strumenti elettronici, fornendo dati utili per la cartografia del sistema. Il risultato rappresenta un avanzamento concreto rispetto al limite del 2016, superando la quota di circa 82 metri raggiunta allora dagli speleosub francesi. Le future missioni saranno condotte in squadra non appena le condizioni ambientali lo consentiranno, con l’intento di confermare il proseguimento verso il Pozzo della Ferrovia e di integrare i nuovi dettagli nella mappa complessiva del Timavo.
Dal punto di vista scientifico e speleologico, la scoperta riduce le distanze tra punti chiave del sistema e aumenta le probabilità di risolvere alcuni enigmi idrogeologici del territorio. La collaborazione transfrontaliera tra il Club Alpinistico Triestino e il Jamarsko društvo Dimnice Koper sottolinea inoltre l’importanza di azioni congiunte per affrontare ambienti estremi e complessi, combinando competenze tecniche, esperienza subacquea e strumenti di rilievo avanzati.



