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Trieste: annullata la presentazione al Civico Museo del Risorgimento su Avanguardia Nazionale

Il Civico Museo del Risorgimento di Trieste non ospiterà più la presentazione del libro su Avanguardia Nazionale prevista per il 4 luglio: la decisione, annunciata il 27 giugno 2026, è maturata dopo le contestazioni di Adesso Trieste e ANPI-VZPI riguardo alla presenza tra i coautori di Claudio Scarpa, ex membro dell'organizzazione dichiarata fuori legge nel 1976.

Trieste: annullata la presentazione al Civico Museo del Risorgimento su Avanguardia Nazionale

Il Civico Museo del Risorgimento di Trieste non sarà la sede della presentazione del volume Confesso che ho vissuto. Storie di Avanguardia Nazionale inizialmente programmata per il 4 luglio. La notizia è stata resa nota il 27 giugno 2026 da rappresentanti del movimento Adesso Trieste dopo che nelle giornate precedenti era scoppiata una polemica sull’uso degli spazi comunali.

La decisione riguarda una manifestazione che aveva sollevato preoccupazioni in relazione alla partecipazione – come coautore – di Claudio Scarpa indicato come ex membro di Avanguardia Nazionale organizzazione dichiarata fuori legge nel 1976 per ricostituzione del Partito Fascista. L’episodio ha riacceso il dibattito sul ruolo dei luoghi pubblici nella promozione della storia e della memoria.

Sospensione della presentazione e motivazioni di Adesso Trieste

Il capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale, Riccardo Laterza ha annunciato che gli spazi del Sacrario Oberdan e del Museo non ospiteranno più l’evento. Secondo Laterza, si è ottenuto “un primo importante risultato” dopo la denuncia pubblica che aveva evidenziato come quello spazio museale dovesse essere dedicato a valorizzare la storiografia e lo spirito critico, e non utilizzato “per esaltare il fascismo e la violenza politica“.

Richiesta di aggiornamento delle norme comunali

Nel corso delle proteste, Laterza ha sollecitato che il Comune di Trieste provveda ad aggiornare i regolamenti e gli atti concessori relativi agli spazi di proprietà pubblica. La posizione espressa chiede che tali luoghi siano tutelati contro iniziative che possano veicolare “odio, discriminazione e violenza” e insiste sulla necessità di criteri più chiari per l’uso delle sedi comunali.

Reazioni politiche: difesa della libertà di espressione

La scelta del Comune ha incontrato critiche da parte di esponenti di schieramenti diversi. Il consigliere comunale e capogruppo di Futuro Nazionale a Trieste, Ugo Rossi ha espresso “la massima solidarietà agli organizzatori dell’evento” e ha denunciato che, a suo avviso, sia stata “calpestata la libertà d’espressione garantita dall’art. 21 della Costituzione“.

Osservazione sulle alleanze politiche

Nel commento politico di Rossi è contenuta anche una critica alla composizione degli schieramenti locali: “Il centrodestra sbiadito e moderato si allea con la sinistra progressista“, è la lettura fornita per descrivere la decisione istituzionale che ha portato al ritiro della concessione.

Luoghi, responsabilità e memoria storica a Trieste

Il caso ha posto al centro del dibattito locale il tema dei luoghi della memoria: il Civico Museo del Risorgimento di Trieste sede anche del Sacrario Oberdan è considerato da più parti uno spazio deputato alla riflessione storica e alla commemorazione. Da qui la richiesta, avanzata da Adesso Trieste e dall’associazione ANPI-VZPI che gli spazi comunali non vengano destinati a eventi che possano richiamarsi a ideologie dichiarate illegali o che evochino la violenza politica.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali del Comune di Trieste né degli organizzatori del libro circa un’eventuale nuova collocazione o un annullamento definitivo della presentazione. La vicenda rimane aperta e ha già prodotto una forte mobilitazione di opinioni all’interno del consiglio comunale e tra le associazioni della città.

Il confronto sollevato dalle contestazioni segnala come, in città segnate da una storia complessa e da una fitta trama di luoghi di memoria, l’assegnazione degli spazi pubblici continui a essere un tema sensibile, che mette in gioco la tutela della memoria storica, le prerogative istituzionali e la salvaguardia di principi costituzionali.

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