22 Maggio 2026 ☀ 22°

Fuga a 240 all’ora da Fontanafredda a Montebelluna: denunciato il guidatore

Un inseguimento iniziato a Fontanafredda si è concluso a Montebelluna grazie al coordinamento tra polizia locale, carabinieri e COA

Fuga a 240 all’ora da Fontanafredda a Montebelluna: denunciato il guidatore

Un episodio di guida estremamente pericolosa è iniziato nel centro di Fontanafredda e si è protratto fino alla provincia di Treviso, dove gli agenti hanno infine identificato il responsabile. Alla base della vicenda c’è una Mercedes AMG da 300 cavalli che ha ignorato l’ordine di fermarsi e ha accelerato mettendo a rischio pedoni e automobilisti. Le autorità hanno attivato procedure specifiche per garantire la sicurezza sulle strade, evitando così conseguenze più gravi.

La decisione di interrompere l’inseguimento visivo da parte della polizia locale ha dato il via a un sistema di allerta che ha coinvolto il Centro operativo autostradale (COA) e i carabinieri, con il via libera investigativo della Procura di Pordenone. Grazie a questa rete, la vettura è stata localizzata a Montebelluna e il conducente è stato poi deferito all’autorità giudiziaria; rischia sanzioni molto severe e la confisca del mezzo.

La dinamica dell’inseguimento

Secondo la ricostruzione, l’episodio è cominciato quando la polizia locale di Fontanafredda ha intimato l’alt al veicolo, ma il conducente ha scelto di eludere il controllo. Nelle strade cittadine la situazione ha creato allarme tra i passanti, mentre in autostrada la fuga si è trasformata in un pericoloso sorpasso ai limiti della sicurezza: la vettura ha raggiunto punte oltre i 240 km/h e ha effettuato manovre giudicate estremamente rischiose dalle forze dell’ordine.

Fuga in centro e transito autostradale

La transizione dalla viabilità urbana a quella autostradale ha reso la gestione dell’evento particolarmente complessa. Per preservare l’incolumità degli utenti della strada, gli agenti hanno evitato un inseguimento in condizioni che avrebbero potuto provocare incidenti. L’adozione del protocollo d’emergenza ha permesso di convertire un intervento diretto in una strategia di monitoraggio e localizzazione, sfruttando strumenti di comunicazione e sorveglianza messi a disposizione dai vari enti coinvolti.

La risposta delle forze dell’ordine

Alla sospensione dell’inseguimento visivo è seguito un tempestivo allarme interforze: il COA ha seguito gli spostamenti dell’auto in autostrada mentre i carabinieri e la polizia locale coordinavano le informazioni sul territorio. Questo meccanismo di collaborazione ha consentito agli investigatori di ridurre al minimo i rischi per terzi mantenendo alta l’efficacia operativa. Il risultato è stato la localizzazione della Mercedes AMG a Montebelluna e l’identificazione del conducente senza causare feriti.

Strumenti e autorizzazioni

Fondamentale è stata anche l’autorizzazione della Procura di Pordenone, richiesta per attivare procedure investigative più invasive o complesse. L’uso coordinato di dati e segnalazioni tra enti diversi dimostra come l’adozione di protocolli condivisi migliori la gestione degli eventi ad alto rischio. In questa fase gli operatori hanno privilegiato la sicurezza pubblica rispetto alla tentazione di proseguire l’inseguimento fisico.

Conseguenze legali e reazioni istituzionali

Al termine delle attività investigative, il conducente è stato denunciato e sono state contestate numerose violazioni del codice della strada. Per l’automobilista sono previste sanzioni amministrative e penali molto severe e la possibile confisca definitiva del veicolo, misura che rientra nelle novità normative mirate a punire chi mette in serio pericolo la collettività. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura per le decisioni di competenza.

Dichiarazioni e valutazioni locali

Le autorità locali hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto: l’assessore Feltrin ha evidenziato l’importanza delle nuove norme che inaspriscono le pene per chi fugge all’alt, mentre il sindaco Michele Pegolo ha elogiato la professionalità della polizia locale per aver gestito la situazione con equilibrio e senza causare danni. Entrambi hanno sottolineato come il coordinamento tra istituzioni sia stato determinante per il buon esito dell’operazione.

Nel complesso, l’episodio rappresenta un caso esemplare di come la scelta operativa di sospendere un inseguimento diretto, accompagnata da un rapido scambio informativo tra reparti e uffici, possa prevenire conseguenze più gravi e portare comunque all’individuazione del responsabile. La vicenda resta sotto il vaglio della magistratura e potrà portare a provvedimenti esemplari nei confronti del conducente.

Trieste adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 22 Maggio