31 ottobre 2026 ☀ 12°

Case della Comunità in Friuli Venezia Giulia: allarme per ritardi e mancanza di personale

Le Case della Comunità in Friuli Venezia Giulia rischiano di non aprire nei tempi previsti a causa di ritardi e carenze di personale. La consigliera Rosaria Capozzi chiede chiarimenti alla Regione.

Case della Comunità in Friuli Venezia Giulia: allarme per ritardi e mancanza di personale

La qualità di un sistema sanitario si misura dalla sua capacità di garantire cure tempestive e continuative ai cittadini. In Friuli Venezia Giulia, purtroppo, i ritardi accumulati e le persistenti carenze di personale rappresentano un segnale allarmante che non può essere ignorato.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi del MoVimento 5 Stelle ha sollevato nuovamente la questione dei ritardi nell’apertura delle Case della Comunitàun progetto fondamentale del Pnrr che dovrebbe essere completato entro giugno 2026. “Un problema grave e non più giustificabile per il nostro territorio”, ha dichiarato Capozzi.

Ritardi nell’apertura delle Case della Comunità

Le Case della Comunità avrebbero dovuto costituire uno strumento fondamentale per garantire prossimità delle curepresa in carico e continuità assistenzialesoprattutto in un contesto segnato da una persistente carenza di medici di Medicina generale. Tuttavia, i continui rinvii e ritardi rischiano di compromettere gli obiettivi stessi della riforma della sanità territoriale.

“Le cronicità non possono essere affrontate con interventi sporadici o emergenziali: richiedono una presa in carico continuativa”, ha precisato Capozzi. Per questo motivo, condivide pienamente la preoccupazione espressa dal segretario regionale dello Spi Cgil, Renato Bressan.

Carenza di personale sanitario

Oltre ai ritardi infrastrutturali, permane un problema altrettanto grave: la cronica carenza di personale sanitario. Mancano infermieri e medici per garantire il pieno funzionamento dei servizi, un vulnus evidente per l’intero progetto di potenziamento della sanità territoriale.

“È paradossale constatare come queste professionalità sembrino invece essere reperibili nel settore privato, dove evidentemente vengono offerte condizioni economiche e organizzative più attrattive”, ha sottolineato Capozzi. Questa situazione impone una riflessione seria sulla capacità del sistema pubblico di trattenere e valorizzare i propri professionisti.

L’emergenza rischia di aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane con l’arrivo del periodo estivo, quando molti operatori sanitari usufruiranno delle meritate ferie dopo mesi di lavoro gravoso. Una circostanza legittima, ma che metterà ancora più in evidenza le carenze di organico e le difficoltà nel garantire una risposta adeguata ai bisogni di cura della popolazione.

Chiarimenti urgenti e piano straordinario

“È necessario che la Regione Fvg e le aziende sanitarie forniscano chiarimenti puntuali sullo stato di avanzamento dei progetti, sulle cause dei ritardi e sui tempi certi di apertura delle strutture previste”, ha concluso Capozzi. Ma è altrettanto urgente un piano straordinario per il reclutamento e la fidelizzazione del personale sanitario, perché le misure finora messe in campo non stanno producendo risultati significativi.

Senza un’inversione di rotta, il rischio concreto è quello di inaugurare strutture prive delle risorse umane necessarie per garantirne il pieno funzionamento.

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