Il batiscafo Trieste è tornato a Trieste, ma stavolta non come un reperto da collezione privata: è al centro di un nuovo allestimento permanente all’interno dell’Hangar 8 del Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”. L’inaugurazione, avvenuta il 2 ottobre 2026, ha riunito autorità comunali, rappresentanti della Regione e membri della famiglia Piccard, creando un momento di forte risonanza cittadina e storico-scientifica.
Il percorso espositivo è stato realizzato da M23 Srl, che ha dovuto ricostruire l’ambiente intorno alle impressionanti dimensioni del veicolo subacqueo. La struttura, già vista in piazza Unità d’Italia per l’apertura di Barcolana 2025, è stata trasportata e adattata per creare un’esperienza immersiva, curata da MB Vision di Max Pinucci. Il risultato è un ambiente che permette ai visitatori di percepire la portata dell’impresa di Auguste Piccard e Jacques Piccard in modo quasi tangibile.
Il nuovo spazio all’Hangar 8: dettagli dell’allestimento
L’allestimento si sviluppa intorno alla replica in scala 1:1 del batiscafo Trieste posizionata al centro di una zona interattiva. Grazie a pannelli multimediali, ricostruzioni virtuali e oggetti originali provenienti dalla collezione di Diego de Henriquez il percorso ricostruisce le tappe fondamentali della missione del 1960, quando il sottomarino raggiunse quasi 11 000 metri nella Fossa delle Marianne. Il visitatore può così comprendere non solo le sfide tecniche, ma anche l’importanza simbolica dell’impresa per la conoscenza degli abissi oceanici.
La ricostruzione su scala 1:1
La replica è una fedele ricostruzione del guscio esterno, con la cabina pressurizzata originale riprodotta in materiale trasparente per far intravedere gli ultimi strumenti di bordo. L’effetto è quello di una capsula sospesa in un vuoto simulato, dove luci soffuse e suoni di pressione creano un’atmosfera quasi reale. Ogni dettaglio, dalle eliche agli indicatori di profondità, è stato studiato per rispettare le specifiche tecniche del progetto originale, rendendo la mostra una risorsa educativa di valore.
La testimonianza della famiglia Piccard: il discorso di Marie-Laure
Durante la cerimonia, Marie-Laure Piccard nipote di Auguste e figlia di Jacques ha espresso la sua commozione per il ritorno del batiscafo nella città che ha ispirato i suoi avi. Ha ricordato come il progetto, nato da una visione audace, fosse quasi scomparso dalla memoria collettiva, ma che grazie all’impegno del Comune e di Diego de Henriquez è tornato alla ribalta. “Il fatto che giovani possano ora conoscere questa impresa è un valore educativo fondamentale”, ha sottolineato, evidenziando l’importanza di trasmettere la storia della memoria scientifica alle nuove generazioni.
Il ruolo di Diego de Henriquez nella realizzazione
De Henriquez, studioso e collezionista, aveva instaurato legami di amicizia con Auguste e Jacques Piccard. Il suo patrimonio di oggetti, documenti e testimonianze è stato la base su cui il museo ha costruito la narrazione. Il sindaco Roberto Dipiazza ha ricordato come la collezione di de Henriquez abbia fornito la linfa vitale per l’intero progetto, permettendo al Museo della Guerra per la Pace di arricchirsi di una sezione che unisce innovazione tecnologica e patrimonio locale.
Il nuovo percorso non è solo un tributo al passato, ma anche una spinta per il futuro. Grazie al sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, della Fondazione CRTrieste, di Trieste Trasporti e di partner internazionali come Rolex, gli spazi espositivi del museo si stanno raddoppiando, con l’obiettivo di accogliere più visitatori e di ampliare la programmazione culturale. L’allestimento del batiscafo Trieste rappresenta così una pietra miliare nella valorizzazione del patrimonio scientifico della città, confermando Trieste come punto di riferimento per la storia dell’esplorazione oceanica.



