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Riforma istituzionale in Friuli Venezia Giulia: le province riprendono vita

Dal 2027, le province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine torneranno in Friuli Venezia Giulia con elezioni dirette. La riforma istituzionale prevede un nuovo assetto amministrativo con tre livelli di governo.

Riforma istituzionale in Friuli Venezia Giulia: le province riprendono vita

Una svolta istituzionale per il Friuli Venezia Giulia: dal 2027 torneranno le province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, con le stesse circoscrizioni territoriali del passato e organi a elezione diretta. La decisione è stata presa dal Consiglio regionale, che ha approvato nella notte il disegno di legge 86, composto da 76 articoli e oggetto di un intenso dibattito durato due giorni.

La riforma, che cancella gli Enti di decentramento regionale (Edr), introduce un sistema di governo su tre livelli: Comuni, Province e Regione. Un passo significativo che ridisegna l’assetto delle autonomie locali nella regione.

Il voto e le divisioni politiche

Il voto finale ha visto 26 favorevoli e 16 contrari. A sostenere la riforma è stata la maggioranza di centrodestra, insieme a Serena Pellegrino (Avs), Marko Pisani (Ssk) ed Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg). Contrari, invece, Pd, gli altri quattro componenti del Patto-Civica, Rosaria Capozzi (M5S) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).

Le novità della riforma

La nuova legge, approvata dopo la modifica dello Statuto regionale con la legge costituzionale 1/2026, introduce importanti novità. Tra queste, una clausola di genere che garantisce una rappresentanza di entrambi i sessi non inferiore al 40% e la tutela delle minoranze linguistiche, compresa la valorizzazione dei dialetti veneti.

Il governo delle province sarà affidato a tre organi: Consiglio, giunta e presidente. Quest’ultimo sarà eletto direttamente dai cittadini e resterà in carica 5 anni, con un limite di due mandati consecutivi. Anche il Consiglio provinciale avrà una durata quinquennale, mentre il numero dei consiglieri sarà stabilito da una successiva legge elettorale regionale.

Le funzioni delle nuove province

Dal 1 gennaio 2027, le province erediteranno le funzioni degli Edr, come l’edilizia scolastica e la viabilità stradale, a cui si aggiungono funzioni di carattere autorizzatorio. Successive leggi regionali di settore disciplineranno il trasferimento di ulteriori funzioni di area vasta. Una Cabina di regia coordinerà l’attività di ricognizione delle funzioni da trasferire.

Fino al 31 dicembre 2028, le giunte provinciali saranno ridotte e formate da presidente e tre assessori. Dal 1 gennaio 2027, il personale regionale in servizio negli Edr verrà trasferito alle province. Fino all’entrata in carica degli organi elettivi, l’amministrazione sarà affidata a commissari straordinari nominati dalla giunta regionale.

Le elezioni e le indennità

Le elezioni per i nuovi organi provinciali saranno indette dopo il completamento del processo di costituzione delle province, ovvero dopo l’adozione di almeno sei leggi regionali di settore che individuino le funzioni fondamentali e quelle conferibili, con la relativa disciplina e le risorse necessarie. L’indennità degli amministratori sarà pari a quella del Comune di maggiore dimensione demografica della provincia.

Questa riforma rappresenta un passo importante per il Friuli Venezia Giulia, che torna a un sistema di governo a tre livelli, con l’obiettivo di rafforzare le autonomie locali e migliorare la gestione del territorio.

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