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Riforma elettorale: Pd propone meccanismo per rappresentanza minoranza slovena

Il Partito Democratico ha presentato oggi a Trieste un emendamento alla riforma elettorale per favorire la rappresentanza della minoranza slovena in Parlamento.

Riforma elettorale: Pd propone meccanismo per rappresentanza minoranza slovena

Oggi a Trieste, la senatrice Tatjana Rojc e la deputata Debora Serracchiani entrambe del Pd hanno presentato un emendamento alla riforma della legge elettorale. L’obiettivo è favorire l’accesso al Parlamento di candidati appartenenti alla minoranza slovena del friuli venezia Giulia.

L’iniziativa è stata illustrata durante una conferenza stampa, dove le due politiche hanno spiegato che la norma non prevede un seggio riservato, ma un meccanismo che spinga i partiti a garantire candidature in posizione eleggibile.

Un meccanismo promozionale per la minoranza slovena

Secondo quanto spiegato da Rojc, il sistema costituzionale italiano non consente di introdurre un vero e proprio seggio riservato per un rappresentante della minoranza slovena. Per questo, con il contributo di esperti, è stata elaborata una soluzione alternativa pensata come incentivo per le forze politiche.

Il modello richiamato è quello già previsto per la comunità ladina in Trentino-Alto Adige. In base a questa impostazione, la tutela della minoranza slovena passerebbe quindi attraverso un meccanismo promozionale capace di favorire la presenza di candidati sloveni in liste con reali possibilità di elezione, senza intervenire sulla distribuzione dei seggi del Friuli venezia giulia.

Le critiche del Pd alla riforma elettorale

Durante la conferenza stampa, Serracchiani ha definito l’emendamento una prova di verità e uno stress test per il centrodestra, ricordando le aperture espresse in passato verso il mondo sloveno e la disponibilità dichiarata a ragionare sulla legge elettorale.

La deputata dem ha inoltre criticato l’impianto complessivo della riforma, sostenendo che dietro il testo non ci sia la volontà di garantire stabilità ma quella di concentrare il potere. Rojc ha invece richiamato il tema della rappresentanza regionale, osservando che un eventuale voto di fiducia sulla riforma limiterebbe la possibilità di intervenire con modifiche su una questione che riguarda direttamente la presenza delle minoranze e della regione in Parlamento.

La senatrice ha anche auspicato un’iniziativa da parte del nuovo Governo sloveno nei confronti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sulla scia di quanto fatto dal precedente Governo di Lubiana, e ha chiesto coerenza ai rappresentanti nazionali e regionali del centrodestra che si erano espressi sul tema.

Il passaggio parlamentare e le reazioni

A sostenere l’iniziativa c’è anche il deputato dem Gianni Cuperlo cofirmatario dell’emendamento, intervenuto con un videomessaggio. Cuperlo ha ricordato che finora la rappresentanza della minoranza slovena in Parlamento è stata affidata soprattutto alla buona volontà dei partiti.

Riguardo all’iter in corso, ha riferito che dalla maggioranza è stato richiesto l’accantonamento della proposta. Per questo non ha espresso previsioni ottimistiche, definendo la riforma elettorale blindata ma ha assicurato che il confronto proseguirà anche in Aula.

Alla conferenza stampa è arrivato anche un messaggio di saluto della coordinatrice regionale della componente slovena del Pd Fvg, Valentina Repini.

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