5 Ottobre 2026 ☁ 16°

Polizia slovena entra a Postumia e scopre laboratorio di cannabis

Una perquisizione a Postumia svela una pianta di cannabis, un laboratorio sotterraneo e ulteriori droghe, alimentando il sospetto di produzione illecita.

Polizia slovena entra a Postumia e scopre laboratorio di cannabis

Venerdì 2 ottobre, la polizia slovena ha compiuto una perquisizione a Postumia, una cittadina di confine, dopo che vigilanti locali hanno ricevuto diverse segnalazioni anonime riguardo a un pungente odore di cannabis proveniente da una delle strade più trafficate. Le segnalazioni, raccolte per circa un mese, hanno spinto le autorità a richiedere un mandato di perquisizione rilasciato dal tribunale distrettuale di Postumia autorizzando gli agenti a intervenire nella proprietà di un uomo di 63 anni.

L’operazione è stata condotta nell’arco di poche ore, con gli agenti che hanno scandagliato sia il perimetro esterno sia gli ambienti interni della casa. La decisione di intervenire è stata motivata dall’intensità dell’odore, considerato un forte indicatore di attività illecita sul territorio e, secondo gli inquirenti, non compatibile con un semplice consumo personale.

Le segnalazioni di odore e l’autorizzazione del tribunale

Le denunce, provenienti da più residenti, descrivevano un aroma persistente di cannabis che si diffondeva dalla zona residenziale interessata, creando un clima di preoccupazione nella comunità. Dopo aver valutato la credibilità dei racconti, il tribunale distrettuale di Postumia ha emesso il provvedimento necessario il 2 ottobre, fornendo alla Polizia i poteri per una perquisizione approfondita. L’ordine giudiziario ha specificato che gli operatori potevano accedere a ogni area dell’abitazione, inclusi giardini, cantine e seminterrati, al fine di raccogliere eventuali prove di produzione illecita di sostanze stupefacenti.

Scoperte sul posto: pianta in giardino, seminterrato attrezzato e altro

Pianta nel giardino

Nel cortile della dimora, gli agenti hanno individuato una pianta rigogliosa di cannabis di varietà ibrida, cresciuta in pieno giorno e ben curata. La pianta era già in fase di fioritura, segno evidente di una coltivazione avanzata e non di un semplice esperimento domestico. Gli specialisti hanno sezionato diversi rami per analisi chimiche, al fine di determinare il contenuto di THC e la potenziale destinazione commerciale della coltura.

Locale sotterraneo attrezzato

Il vero fulcro dell’indagine si è rivelato nel seminterrato, trasformato in una stanza chiusa e dotata di impianti di illuminazione a spettro completo, sistemi di ventilazione e contenitori per il controllo dell’umidità. In quella stanza, la Polizia ha rinvenuto ulteriori attrezzature tipiche della coltivazione indoor: lampade al sodio ad alta pressione, ventilatori, filtri al carbone attivi e un piccolo laboratorio per la lavorazione delle infiorescenze. Accanto a questi strumenti, sono state trovate sacche di cannabis seccata, pronte per la distribuzione.

Implicazioni legali e ipotesi degli inquirenti

Alla luce delle evidenze raccolte, gli investigatori hanno superato l’ipotesi di semplice possesso illecito per considerare il reato di produzione illecita di sostanze stupefacenti, previsto dall’articolo 186, primo comma, del Codice penale sloveno. L’autorità ha dichiarato che la presenza di una pianta adulta, di un impianto completo e di materiali di consumo indicano un’attività organizzata, potenzialmente finalizzata al mercato locale o al traffico transfrontaliero. Il 63enne è ora sotto accertamento e dovrà rispondere davanti al tribunale per i capi d’accusa relativi alla coltivazione e al traffico di droga.

Il caso ha riacceso il dibattito nella regione sul controllo delle coltivazioni domestiche e sulla necessità di strategie più efficaci per monitorare rapidamente i segnali di allarme, come gli odori intensi segnalati dai cittadini. Le autorità locali hanno promesso di intensificare la vigilanza e di collaborare strettamente con le forze dell’ordine per prevenire future attività clandestine simili.

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