19 Giugno 2026 ☀ 31°

Perquisizioni e nuovo indagato nell’inchiesta sui cecchini del weekend

L'inchiesta sui presunti cecchini del weekend avanza con una perquisizione in provincia di Alessandria e l'individuazione di un quinto indagato. Testimonianze raccolte dopo la pubblicazione di un'inchiesta giornalistica hanno portato a sviluppi che coinvolgono anche procure estere e un incontro previsto a Eurojust.

Perquisizioni e nuovo indagato nell’inchiesta sui cecchini del weekend

Nelle ultime ore l’indagine sulla rete di italiani sospettati di essere andati a sparare durante l’assedio di Sarajevo negli anni ’90 ha registrato due sviluppi rilevanti: una perquisizione domiciliare con sequestro e la segnalazione di un nuovo soggetto indagato. L’accertamento, avviato su delega della Procura di Milano e condotto dal Ros riguarda fatti riferiti a persone che partivano dal Nord Italia per raggiungere la Bosnia. L’inchiesta trae origine dall’attività investigativa avviata dopo l’esposto e il lavoro del giornalista Ezio Gavazzeni, assistito dagli avvocati Brigida e Salvini.

Perquisizione e sequestro a un indagato residente nell’Alessandrino

All’alba del 17 giugno i carabinieri del Ros hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione di un uomo di 64 anni, residente nella provincia di Alessandria e già ascoltato dalla Procura di Milano. Dall’operazione è stato sequestrato un silenziatore – il cui possesso è vietato ai civili – e una fotografia che ritrae il soggetto con equipaggiamento tecnico riconducibile al periodo in esame. Gli investigatori hanno inoltre esaminato, senza sequestrare, un taglierino recante una svastica, considerato un elemento simbolico legato al contesto dell’epoca. Le autorità giudiziarie definiscono il materiale rinvenuto “significativo”.

La testimonianza della compagna

La decisione di procedere alla perquisizione è stata supportata anche dalle dichiarazioni di una ex compagna, che ha riferito agli inquirenti di incubi dell’uomo collegati ai ricordi di guerra. Nel verbale si legge: “Sono stato avvicinato da un testimone,” frase che illustra la catena di contatti che ha portato a nuove segnalazioni. La donna ha raccontato che l’uomo le avrebbe detto: “in passato aveva ucciso delle persone” e che talvolta partiva da Milano in aereo con altre persone per fare “weekend” di spari, proseguendo poi per periodi più lunghi. Secondo la testimonianza, esisteva anche una fotografia con una scritta sul retro descritta come una sorta di autorizzazione per accedere alle zone di guerra.

Indagine più ampia: un quinto indagato e coordinamento internazionale

Parallelamente all’attività sul territorio italiano, gli investigatori hanno individuato un quinto indagato una persona originaria di Milano con una passione per le armi da collezione e proveniente da una famiglia nota. Le testimonianze raccolte riportano che l’individuo si sarebbe vantato in contesti privati di aver partecipato ai cosiddetti “safari della morte”. L’indagine ha Queste attività hanno portato l’inchiesta a interfacciarsi con autorità estere.

Cooperazione internazionale e calendario degli incontri

La vicenda coinvolge procure estere e autorità giudiziarie di più Paesi: nelle scorse settimane l’autore dell’esposto è stato ascoltato anche dalla Procura svizzera e una convocazione è stata fissata presso la Procura belga. È stato programmato un incontro a Eurojust all’Aja, il 29 giugno, con rappresentanti di Italia, Belgio e Bosnia per coordinare le attività investigative relative ai presunti “safari”. Questo livello di cooperazione è considerato fondamentale dagli investigatori per incrociare dichiarazioni, prove documentali e riscontri che superino i confini nazionali.

Il fascicolo aperto dalla Procura di Milano riguarda accuse gravi, tra cui l’ipotesi di omicidio volontario aggravato per fatti commessi durante l’assedio di Sarajevo. Le persone oggi coinvolte nell’inchiesta hanno età compatibili con chi all’epoca avrebbe potuto prendere parte ai fatti; molte sono appassionate di armi e caccia. Le indagini proseguono con acquisizioni documentali, audizioni di testimoni e verifiche tecniche sul materiale sequestrato, e continueranno a svilupparsi sia in sede nazionale sia attraverso il coordinamento internazionale previsto nelle prossime settimane.

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