Il Conservatorio Tomadini di Udine torna ad aprire le sue porte alla città nella serata del 21 giugnoin occasione del solstizio d’estate. La terza edizione della Tomadini Open Night offrirà un percorso musicale dal tardo pomeriggio fino a mezzanotte, ospitando performance di docenti, studenti e ensemble nel giardino del Conservatorio Tomadini in piazza Primo maggio. L’ingresso sarà libero e senza prenotazione, con un calendario studiato per valorizzare la contaminazione tra generazioni e stili.
Cerimonia di intitolazione e omaggio a Sergio Peresson alle 18.45
Prima dell’avvio dei concerti, alle 18.45 è prevista la dedicazione di un’aula del Conservatorio al liutaio udinese Sergio Peressonnato nel 1913 e scomparso nel 1991 nel New Jersey. Alla cerimonia interverranno i familiari del maestro. Il Tomadini custodisce un violino costruito da Peresson, strumento che viene affidato agli studenti tramite un bando: una testimonianza concreta della relazione tra istituzione e tradizione artigianale. Il nome di Peresson è legato a strumenti utilizzati da solisti di fama internazionale e alla realizzazione, negli anni Settanta, di un violoncello per Jacqueline du Pré.
Il palinsesto musicale: pop-rock, jazz, cameristica e ensemble
La serata prenderà il via alle 19 con una formazione pop-rock composta da 20 elementi diretta dal Maestro Valter Sivilottiin cui si esibiranno anche i docenti Giuseppe SaraciniMichele Di ContiMichele Papadia e Nicola Cantatore. Il repertorio spazierà da brani pop riconoscibili a trasposizioni riarrangiate, pensate per creare un ponte tra la tradizione accademica e i linguaggi contemporanei.
La chiusura in jazz e l’omaggio a Burt Bacharach
La maratona musicale si concluderà a mezzanotte con un set dedicato al jazz e a Burt Bacharach, che includerà una selezione delle sue partiture più note e l’esecuzione di That’s what friends are for. Questo finale sottolinea l’intento dell’evento di offrire una serata capace di parlare a pubblici differenti, chiudendo il programma con un linguaggio che unisce popolare e colto.
Formazioni e repertori: collaborazione tra docenti e allievi
La programmazione della Open Night mette in scena la collaborazione tra docenti e studenti come cifra distintiva: ensemble di fiati, archi, sassofoni, fisarmoniche e ottoni si alternano per mostrare la ricchezza delle pratiche didattiche. Tra le formazioni presenti, spiccano l’Ensemble di fagotti guidato da Alarico Lenti e l’Ensemble di Fiati diretto da Antonio Pianiche proporranno pagine come l’Adagio dalla Gran Partita K 361 di Mozart insieme ad arrangiamenti più moderni come Shepherd’s Hey di Percy Grainger e la New world record polka di Matt Johnston.
La musica da camera e i solisti in programma
Il cartellone comprende inoltre esecuzioni di alta intensità cameristica: il duo della violinista Valentina Manzocco con la pianista Dafne Comelli eseguirà Tzigane di Maurice Ravel, mentre il violinista Ruggero Ottogalli con il pianista Francesco Morici affronteranno due movimenti dalla Sonata di César Franck. Non mancheranno il Quintetto K.V. 581 di Mozart e il Quintetto op. 52 di Louis Spohr, oltre al Trio op. 132 di Robert Schumann, con riferimenti stilistici che vanno dal lirismo classico alla tensione del Novecento.
Le sezioni d’archi presenteranno brani come lo Scherzo dal Quartetto in Re maggiore di César Franck e il Primo movimento dal Quartetto n. 6 op. 80 di Felix Mendelssohn, mentre i trio offriranno un viaggio tra Dvořák, Šostakovič e Haydn. Il Trio Aulòs dedicherà la propria performance a Friedrich Kuhlau, a ulteriore dimostrazione della varietà tematica proposta dal Conservatorio.
Sezioni popolari e colonne sonore
Accanto al repertorio classico, la manifestazione ospiterà anche formazioni più leggere e di matrice popolare: il Rapsodia Saxophon Quartett e l’Insieme di Sax del Conservatorio esploreranno il mondo del sassofono, mentre le fisarmoniche proporranno due formazioni di trio con pezzi che vanno da Little story di Janusz Wojtarowicz a una versione per tre fisarmoniche della colonna sonora de I Pirati dei Caraibi di Klaus Badelt. L’Ensemble di Ottoni offrirà un percorso che attraversa Buxtehude, Bach, Byrd fino a Nimrod di Elgar e Parade of the Charioteers di Miklós Rózsa.
La Tomadini Open Night si presenta così come un evento pensato per essere accessibile e inclusivo: «L’Open Night è soprattutto un invito aperto alla città», dichiara la direzione, sottolineando come la manifestazione costituisca un’occasione per avvicinarsi al Conservatorio e per vivere la musica come esperienza collettiva. Come ricordato dal Maestro Beppino Delle Vedove«abbiamo ideato l’Open Night nel 2026» per proseguire idealmente l’Open Day primaverile e «per salutare l’estate insieme». La nuova direttrice Cristina Nadal e il presidente Guglielmo Pelizzo accoglieranno il pubblico in una serata pensata per consolidarsi come appuntamento fisso nel calendario cittadino.


