La mattina del 18 giugno 2026 Pordenone è stata teatro di una vasta mobilitazione a difesa dello stabilimento Electrolux di Porcia. Il corteo, formato da lavoratori dell’azienda e delle imprese dell’indottocittadini, sindacati e rappresentanti politici, ha attraversato la città senza incidenti, con bandiere, musica e fischietti che hanno scandito il percorso.
La manifestazione è partita alle 9 dalla portineria nord dello stabilimento di Porcia e, dopo aver attraversato le strade cittadine, si è conclusa davanti alla Prefettura di Pordenone, dove è stato tenuto un confronto istituzionale tra delegati sindacali, rappresentanti delle Rsu e il prefetto Michele Lastella. La partecipazione è stata stimata in circa 2.000 persone.
Composizione del corteo e rappresentanze presenti
Alla manifestazione hanno aderito non soltanto gli operai Electrolux, ma anche delegazioni delle aziende dell’indotto e di altri siti produttivi della regione. Erano presenti, tra gli altri, l’europarlamentare Alessandro Cirianiil deputato Emanuele Loperfidoil sindaco di Pordenone Alessandro Basso e il sindaco di Porcia Marco Sartinioltre a consiglieri regionali e un rappresentante di Confindustria Alto Adriatico. Prima dell’incontro con il prefetto, si sono succeduti interventi pubblici dei leader sindacali e dei rappresentanti delle Rsu.
Dichiarazioni e slogan in piazza
Nel corso degli interventi il sindaco Basso è stato esplicito nel richiamare la responsabilità aziendale: “L’azienda ha avuto tanto dal territorio, ora deve restituire“. I sindacati hanno insistito sull’importanza della partecipazione e dell’unità territoriale. Come sottolineato da Gianni Piccinin, segretario della Fim, “È fondamentale che Porcia partecipi in massa” e ha ribadito il richiamo che “Se si vince, vince il Paese; se si perde, perde il Paese“.
Contesto nazionale e appuntamenti imminenti
La mobilitazione pordenonese arriva a ridosso dell’incontro solenne fissato al Ministero dell’Industria e del made in Italy. In diversi stabilimenti del gruppo si sono svolte iniziative coordinate: a Susegana, ad esempio, è stato indetto uno sciopero il 15 giugno, mentre Porcia ha scelto di concentrarsi sulla giornata del 18 giugno e sull’incontro con le istituzioni locali.
I sindacati hanno dichiarato che l’incontro ministeriale non sarà necessariamente risolutivo e che la mobilitazione sul territorio proseguirà se non arriveranno aperture concrete dall’azienda. A questo si aggiunge la notizia di nomine manageriali che hanno generato preoccupazione tra i lavoratori: la scelta di figure provenienti da gruppi stranieri ha alimentato sospetti su possibili scelte di rilocazione della produzione.
Posizioni dei rappresentanti sindacali
Simonetta Chiarotto della Fiom ha ricordato che “stiamo lavorando da giorni per il 18” e che le delegazioni arriveranno anche dalle altre province della regione. Gianni Piccinin ha evidenziato i nodi strutturali che pesano sul settore, come i costi dell’energia e delle materie prime e il fenomeno delle delocalizzazionimentre Augustin Breda, Rsu Fiom dello stabilimento di Susegana, ha rimarcato la linea dura: “Nessuna concessione su condizioni di lavoro, tutele e salario: sono già tra le peggiori d’Europa“.
La mobilitazione ha assunto anche toni politici sul piano delle responsabilità e delle politiche industriali, con richiami all’intervento dei decisori nazionali per mettere in campo strumenti che tutelino le produzioni strategiche e l’occupazione.
Esiti immediati: incontro con il prefetto e prospettive
Alla fine del corteo una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Michele Lastella intorno alle 11per esporre le ragioni della protesta e sollecitare attenzione istituzionale. Il colloquio ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle Rsudelle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali, con l’obiettivo di ottenere garanzie e chiarezza sui piani aziendali.
La settimana che segue appare decisiva per le sorti del sito di Porcia e per l’intero territorio: il confronto al ministero e le iniziative sindacali determineranno i prossimi passaggi. Nel frattempo, la mobilitazione del 18 giugno ha mostrato una forte solidarietà territoriale e una partecipazione ampia, elemento che i sindacati considerano centrale per le trattative a venire.


