Nel terzo trimestre del 2026 il mercato immobiliare italiano ha registrato una contrazione dell’1,1 per cento. L’andamento complessivo nasconde però una forte eterogeneità territoriale: se da una parte diverse aree del Paese hanno subito ribassi significativi, dall’altra più di sei province su dieci hanno visto crescere i valori delle abitazioni.
Andamento complessivo del mercato immobiliare italiano
Secondo i dati più recenti, il prezzo medio nazionale si attesta a circa 2.031 euro al metro quadro, con una leggera flessione rispetto al trimestre precedente. Nonostante il calo generale, il 62 per cento dei capoluoghi ha registrato una crescita, evidenziando una resilienza delle grandi città rispetto alle zone periferiche.
Crescita e contrazione tra le province
A livello provinciale, il 54 per cento delle realtà analizzate ha mostrato un incremento. Il maggior balzo positivo si è verificato a Belluno (+11,1%), seguito da Aosta (+7,0%) e da Trieste (+4,5%). Al contrario, Pordenone (-5,7%) e la provincia di Reggio Calabria (-3,4%) hanno subito le più marcate contrazioni. Anche le province di Milano e Roma hanno registrato leggere diminuzioni, rispettivamente -1,4% e -0,9%.
Trieste e Bologna: le eccezioni positive
Trieste si posiziona al quarto posto tra i capoluoghi per crescita, con un rialzo del 4,7 per cento sul valore medio delle case. Bologna, d’altro canto, ha chiuso il trimestre con un +1%, portando il prezzo medio al metro quadro a 3.836 euro, leggermente superiore a quello della capitale, che si mantiene a 3.810 euro.
Questi risultati mettono in luce un divario marcato rispetto a città come Milano, che rimane la più costosa (5.659 euro al metro quadro) ma ha subito un calo dell’1,7 per cento. Altre città con incrementi rilevanti includono Mantova (+5,4%), Ragusa (+5,1%) e Imperia (+5,0%).
Fattori alla base della resilienza delle grandi città
Gli analisti attribuiscono la tenacia dei prezzi a mutui più costosi e a una politica monetaria restrittiva che ha rallentato la domanda nei mercati meno dinamici. Tuttavia, le grandi aree urbane beneficiano di una domanda strutturalmente più forte, sostenuta da flussi migratori, attività produttive e offerta di servizi.
Nel caso di Trieste e Bologna, la crescita è alimentata da investimenti in infrastrutture, una buona qualità della vita e una ripresa del settore turistico, fattori che mantengono alta la domanda di abitazioni. Come risultato, il prezzo medio al metro quadro in queste città supera di gran lunga la media nazionale, confermando il ruolo di centri urbani dinamici nel sostenere il valore del patrimonio immobiliare.



