La vertenza Electrolux ha acceso i riflettori su una crisi più ampia che sta colpendo la manifattura in friuli venezia Giulia. Oggi, a Pordenone, la Cisl Friuli Venezia Giulia ha organizzato una tavola rotonda per discutere delle criticità del sistema produttivo regionale. Tra i temi principali, l’impatto della crisi energetica e la necessità di politiche industriali efficaci.
Nel comparto metalmeccanico, tra i 600 e i 700 posti di lavoro sono già a rischio, senza considerare le possibili ricadute del piano Electrolux. La situazione è resa ancora più critica dagli elevati costi di energia e materie prime, che stanno mettendo in difficoltà l’intero settore.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Alberto Monticco, segretario generale della Cisl Fvg, ha sottolineato l’importanza di rafforzare il sistema manifatturiero e ridurre la dipendenza dai grandi gruppi. “Se tremano i grandi gruppi, trema tutta la regione”, ha affermato Monticco. Pasquale Stasio, segretario della Fim Cisl Fvg, ha ribadito la necessità di politiche industriali ed energetiche efficaci per affrontare la crisi.
Giorgio Graziani, segretario nazionale della Cisl, ha criticato il piano presentato da Electrolux, definendolo “un percorso verso la chiusura”. Ha inoltre sottolineato la necessità di un vero piano di rilancio che non preveda la chiusura di siti produttivi. Alessandra Rosolen, assessora regionale al Lavoro, ha sostenuto che la vicenda va affrontata come una crisi nazionale ed europea, sottolineando l’importanza di tutelare l’intera filiera strategica, dall’acciaio alla domotica.
Le proposte per affrontare la crisi
Maurizio Castro, esperto di relazioni industriali, ha proposto di organizzare la resistenza allo smantellamento industriale e di valutare strumenti straordinari, come una parziale nazionalizzazione, per salvaguardare occupazione e indotto. Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, ha sottolineato la necessità di una “battaglia esistenziale” a Bruxelles per difendere la manifattura europea, partendo dal nodo dei costi dell’energia e della competitività.
La tavola rotonda ha evidenziato la necessità di un approccio coordinato e strategico per affrontare la crisi manifatturiera in Friuli Venezia Giulia. Le proposte avanzate vanno dalla riforma delle politiche industriali ed energetiche alla difesa dell’intera filiera produttiva, con un occhio di riguardo per le piccole e medie imprese.



