6 Ottobre 2026 ☁ 22°

Maltempo in Friuli Venezia Giulia: vento forte, alberi caduti e tre roghi montani

Il 2 luglio 2026 un fronte temporalesco ha attraversato il Friuli Venezia Giulia provocando raffiche di vento fino a 102 km/h, numerosi alberi e rami caduti e tre incendi da fulmine a Trasaghis, Venzone e Lusevera; le squadre di protezione civile e i Vigili del fuoco sono intervenute per rimuovere ostacoli e monitorare i roghi

Maltempo in Friuli Venezia Giulia: vento forte, alberi caduti e tre roghi montani

La notte tra il 1° e il 2 luglio 2026 il Friuli Venezia Giulia è stato interessato dal passaggio di un intenso fronte temporalesco che ha portato a fenomeni violenti in diverse aree della regione. Dopo la fase più critica la mattina del 2 luglio 2026 si è registrato un netto miglioramento delle condizioni meteo, ma il passaggio del temporale ha lasciato tracce sul territorio: caduta di alberi e rami, danni provocati dal vento e l’innesco di diversi incendi in zone montane. Sul campo sono intervenute le squadre dei Vigili del fuoco i volontari della Protezione civile regionale e il personale del Corpo Forestale regionale per valutare e mettere in sicurezza i punti più critici.

Raffiche misurate e aree più colpite in provincia di Udine

Il fronte temporalesco ha generato raffiche importanti, con valori significativi rilevati dalla rete meteo regionale: la velocità massima segnalata al Rifugio Marinelli ha raggiunto i 102 km/h mentre sul litorale si sono registrati 84 km/h a Grado e 82 km/h a Lignano Sabbiadoro a Sant’Andrat del Cormor il vento è arrivato a 71 km/h. In montagna il bollettino della mezzanotte aveva anche indicato raffiche di 90 km/h a Monte Prat. Le zone maggiormente interessate sono state la bassa pianura la fascia costiera e il Pordenonese, ma segnalazioni sono arrivate anche da aree collinari e montane della provincia di Udine.

Dati pluviometrici e livello dei corsi d’acqua

Le precipitazioni sono risultate variabili sul territorio: tra i rilievi della provincia spiccano i 24 mm registrati a Cividale del Friuli i 21 mm a Manzano e i 17 mm a Palmanova con accumuli più contenuti in altri centri come Latisana (7 mm). Nonostante il passaggio temporalesco, i livelli idrometrici dei corsi d’acqua sono rimasti al di sotto delle soglie di attenzione e di guardia, permettendo di evitare criticità idrauliche significative durante la notte.

Interventi dei soccorsi: decine di richieste e volontari mobilitati

Tra le 20:00 e la mezzanotte i Vigili del fuoco hanno ricevuto numerose segnalazioni, in particolare nel Pordenonese, con circa 60 richieste di soccorso: sono stati portati a termine 42 interventi per alberi e pali pericolanti, ripristino di elementi costruttivi danneggiati e quattro principi d’incendio in abitazioni provocati da scariche elettriche. La Protezione civile regionale ha gestito una ventina di richieste relative a piante cadute affidandole alle squadre comunali, mentre complessivamente sono stati impiegati 92 volontari provenienti da 18 comuni per la rimozione dei detriti, la pulizia della viabilità e il monitoraggio del territorio.

Tre incendi da fulmine nelle zone montane: Trasaghis, Venzone e Lusevera

I temporali hanno innescato anche tre roghi in aree montane impervie, localizzati nei comuni di TrasaghisVenzone e Lusevera. Questi incendi, dovuti a scariche elettriche, sono stati immediatamente posti sotto osservazione dal Corpo Forestale regionale che ha seguito l’evoluzione per valutarne l’estensione e il rischio di propagazione. Le zone interessate, per la loro conformazione, hanno richiesto operazioni di monitoraggio più dettagliate e il coordinamento con i Vigili del fuoco e le squadre locali di protezione civile.

Il bollettino mattutino della Protezione civile ha indicato che la fase più intensa dell’evento era ormai alle spalle: per la giornata del 2 luglio 2026 è previsto un graduale miglioramento con cielo poco nuvoloso o variabile e senza fenomeni significativi attesi. Le attività di bonifica e controllo proseguiranno nelle ore successive per completare la rimozione dei materiali pericolanti e la verifica delle strutture colpite dalle raffiche. Il quadro generale resta sotto controllo grazie all’intervento coordinato di Vigili del fuoco, Protezione civile e Corpo Forestale, nonché al contributo dei numerosi volontari impegnati nelle operazioni.

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