6 Ottobre 2026 ☁ 22°

Friuli-Venezia Giulia e il nucleare: rischi sismici e costi delle nuove centrali

Giulia Massolino e Massimo Moretuzzo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG criticano l’approccio al nucleare, evidenziando i rischi sismici e i costi esorbitanti delle nuove centrali.

Friuli-Venezia Giulia e il nucleare: rischi sismici e costi delle nuove centrali

Il dibattito sul nucleare in Friuli-Venezia Giulia si infiamma. Giulia Massolino e Massimo Moretuzzo, consiglieri del Patto per l’Autonomia-Civica FVG hanno espresso forti critiche alle dichiarazioni recenti che minimizzano i rischi e i costi legati alla costruzione di nuove centrali nucleari. Le loro osservazioni mettono in luce le contraddizioni tra le promesse politiche e la realtà dei fatti.

Le affermazioni secondo cui il rischio sismico nell’area di Krško non esista sono state definite scientificamente inaccettabili e irresponsabili. L’area è classificata come sismicamente attiva, e negare questa realtà significa ignorare decenni di studi geologici. Le tecnologie possono mitigare i rischi, ma non eliminarli completamente.

I costi esplosivi delle nuove centrali nucleari

Il nucleare viene spesso presentato come una soluzione economica e immediata, ma i fatti raccontano una storia diversa. La costruzione del terzo reattore della centrale di Flamville avviata nel 2007, si è conclusa solo nel 2026 con un costo di oltre 23 miliardi di euro contro i 3,3 miliardi preventivati. Anche il progetto di Hinkley Point nel Regno Unito ha subito ritardi e costi esorbitanti, passando da 18 miliardi a oltre 35 miliardi.

Un altro problema critico è il bisogno d’acqua per il raffreddamento delle centrali. Recentemente, una centrale nucleare in Francia è stata costretta a chiudere per una settimana a causa delle temperature elevate del fiume. Questo scenario si sta ripetendo sempre più spesso a causa dei cambiamenti climatici rendendo il nucleare una soluzione inefficace proprio nei momenti di maggiore domanda energetica.

I SMRs: una soluzione reale o un miraggio?

I Small Modular Reactors (SMRs) sono spesso presentati come una soluzione innovativa, ma la realtà è più complessa. Attualmente, esistono solo prototipi, e la produzione di materiale radioattivo potrebbe essere addirittura maggiore rispetto ai reattori tradizionali. Inoltre, la gestione delle scorie radioattive rimane un problema irrisolto.

Massimo Moretuzzo ha ricordato che nel mandato scorso il Consiglio regionale aveva approvato all’unanimità una mozione che impegnava la Giunta Fedriga a ufficializzare la contrarietà all’espansione della centrale di Krško, richiedendo l’avvio di un percorso di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) transfrontaliera. I consiglieri si aspettano che questo impegno venga rispettato.

Le alternative al nucleare: efficienza energetica e rinnovabili

Secondo Giulia Massolino, il nucleare continua a essere utilizzato come una promessa per il futuro, mentre le soluzioni disponibili ed efficaci vengono sistematicamente trascurate. Efficienza energeticaaccumulireti intelligenticomunità energetiche e fonti rinnovabili sono tecnologie già disponibili e in grado di ridurre rapidamente la dipendenza dalle fonti fossili.

Mentre il resto d’Europa accelera sulle tecnologie rinnovabili, che possono entrare in funzione nei prossimi mesi e anni, c’è chi continua a inseguire un miraggio che richiede decenni e enormi investimenti pubblici. La Regione friuli-Venezia Giulia farebbe bene a concentrarsi su come ridurre le bollette e aumentare l’autonomia energetica del territorio oggi, invece di inseguire fantasie nucleari che, come ammettono gli stessi promotori, probabilmente non vedremo realizzate nemmeno nel prossimo decennio.

Il futuro energetico dell’Europa si costruisce aumentando l’autonomia delle comunità e dei territori, non moltiplicando i rischi legati al nucleare. È tempo di rispettare le scelte democratiche della cittadinanza e concentrarsi su soluzioni reali e sostenibili.

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