La XXII edizione di èStoria porta a Gorizia e Nova Gorica un tema ambizioso: le religioni. Tra il 28 e il 31 maggio 2026 la rassegna trasforma la città di confine in un laboratorio di storia pubblica dove studiosi, giornalisti e divulgatori affrontano il ruolo del sacro nelle società umane. Il festival mantiene il suo stile divulgativo, pensato per un pubblico ampio ma fondato su contributi scientifici di qualità.
Un programma che attraversa epoche e continenti
Il percorso tematico proposto da èStoria si snoda dalle religioni dell’antichità fino alle forme contemporanee del sacro. Si comincia con le divinità dell’antico Egitto e del mondo greco-romano per arrivare alle grandi tradizioni monoteiste e alle confessioni orientali. In questo quadro, gli incontri danno spazio a voci specialistiche come l’egittologo Toby Wilkinson e il teologo Piero Stefani, oltre a studiosi impegnati nello studio delle religioni africane e delle tradizioni dei nativi americani.
Percorsi tematici
Al centro del programma c’è l’idea di confrontare forme di credenza e pratiche sociali: dal pantheon antropomorfo degli Egizi al politeismo greco, fino alla costruzione delle identità religiose nelle società moderne. Ogni incontro punta a rendere accessibili concetti specialistici valorizzando il dialogo con il pubblico, con sessioni che combinano lezioni magistrali e tavole rotonde.
Religione e politica: continuità e fratture
Un nodo ricorrente del festival è il rapporto tra fede e potere. Le sessioni affrontano dalle Crociate alla Riforma protestante, passando per i grandi conflitti del Novecento come la Shoah e i genocidi ottocenteschi, fino agli scenari geopolitici contemporanei. Specialisti come Franco Cardini e storici internazionali ricostruiscono le intersezioni tra ideologia, istituzioni e religione.
Il caso degli Stati Uniti
Tra gli appuntamenti di approfondimento figura un focus sugli Stati Uniti, dove la relazione fra politica e religione è analizzata da nomi come Massimo Faggioli, Roberto Rusconi e Federico Rampini. L’analisi parte dalle radici storiche del binomio fede-politica per arrivare alle tensioni recenti che hanno segnato la scena americana.
Eventi, ospiti e momenti forti
Il cartellone offre oltre cento appuntamenti: conferenze, proiezioni, passeggiate urbane e concerti. Tra i momenti di maggiore richiamo c’è l’intervento di Alessandro Barbero, che terrà un incontro dedicato a San Francesco nell’anno dell’ottocento anniversario della morte del santo. La presenza di Barbero è tradizionalmente un attrattore per il pubblico, con prenotazioni che spesso vanno a ruba.
Appuntamenti di particolare interesse
Altri incontri segnalati comprendono discussioni sulle eresie medievali, il Concilio di Trento, la storia dei Gesuiti e riflessioni sulla Shoah. Non mancano proposte che esplorano l’impatto della religione sul quotidiano, come laboratori di storia locale e percorsi sulla tradizione religiosa in Friuli.
Come partecipare e iniziative collaterali
Ogni mattina si apre con la rubrica di rassegna stampa Colazione con la Storia, un momento in cui storici e giornalisti commentano notizie attuali sotto la lente storica. Il festival pubblica il calendario completo sul sito ufficiale e sui canali social, offrendo informazioni su prenotazioni e luoghi degli eventi.
Luoghi e formato
Le attività si svolgono in vari spazi cittadini, dal Teatro Comunale alle tende allestite in piazza, fino a sale universitarie e cinema. Il format combina lezioni frontali, dibattiti e passeggiate guidate, proponendo un approccio che coniuga approfondimento e accessibilità: l’obiettivo è trasformare la storia in uno strumento per comprendere il presente.
In sintesi, la XXII edizione di èStoria a Gorizia e Nova Gorica si presenta come un’occasione per leggere le religioni non solo come dottrine ma come forze storiche che hanno modellato istituzioni, conflitti e culture. La rassegna invita a ripensare il ruolo del sacro nel mondo contemporaneo attraverso il dialogo tra ricerca e divulgazione.



