24 Giugno 2026 🌤 32°

Esame di Stato 2026: novità, date e significato di un rito di passaggio

Maturità 2026: tra caldo africano e nuove regole, scopri come cambia l'esame di Stato e perché rimane un momento cruciale per i giovani italiani

Esame di Stato 2026: novità, date e significato di un rito di passaggio

Il caldo africano che sta interessando l’Italia in queste settimane non risparmia neanche gli studenti impegnati nelle prove scritte della maturità 2026. Centinaia di migliaia di maturandi si trovano a dover affrontare non solo l’ansia dell’esame, ma anche temperature elevate che mettono a dura prova concentrazione e resistenza.

L’esame di maturità, con le sue notti insonni i ripassi dell’ultimo minuto e le attese davanti ai cancelli degli istituti, è diventato un rito di passaggio che si rinnova ogni anno. Ma cosa rappresenta davvero questo esame per i giovani italiani?

Le novità della maturità 2026

Quest’anno l’esame di Stato introduce alcune novità significative. La prima prova scritta che accerta la padronanza della lingua italiana e le capacità espressive degli studenti, si è svolta giovedì 18 giugno 2026 alle 8:30 con una durata massima di sei ore. La seconda prova invece, si è tenuta venerdì 19 giugno 2026 e riguarda una disciplina caratterizzante il corso di studi.

Il colloquio orale è stato riformato e ora verte su quattro discipline scelte dal Ministero, con l’inclusione della valutazione sul percorso di Formazione Scuola-Lavoro (FSL) e dell’educazione civica. La commissione è composta da due commissari interni, due commissari esterni e un presidente esterno.

Le discipline della seconda prova

Al Liceo Scientifico e al Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate la seconda prova riguarda Matematica. Al Liceo Linguistico invece, la disciplina oggetto della prova è la Lingua e cultura straniera 1.

Il valore simbolico della maturità

Oltre alle novità normative, la maturità continua a rappresentare un momento simbolico di grande importanza per gli studenti. È un confine tra il mondo protetto della scuola e quello, spesso più incerto, delle responsabilità future. Un passaggio obbligato verso l’età adulta che segna la fine di un capitolo e l’inizio di un altro.

Ma in una scuola che molti osservatori descrivono come in difficoltà, alle prese con carenze strutturali e programmi spesso datati, può un singolo esame riuscire davvero a misurare la maturità di una persona? La parola maturità sembra oggi prestarsi a diverse interpretazioni. Essere maturi significa conoscere una serie di nozioni o possedere spirito critico, autonomia, capacità di affrontare problemi e relazionarsi con gli altri?

Il dibattito sulle riforme

Negli ultimi decenni le regole dell’esame di maturità sono cambiate più volte, suscitando polemiche e discussioni. Per alcuni la maturità è diventata un esame meno selettivo rispetto al passato; per altri rappresenta ancora una verifica seria e impegnativa. Il dibattito sulla necessità di riformare ulteriormente l’esame e, più in generale, la scuola italiana, è ancora aperto.

Ma una certezza sembra rimanere. Anche nell’era digitale, tra intelligenza artificiale e cambiamenti sociali sempre più rapidi, la maturità continua a essere uno degli appuntamenti più attesi, discussi e temuti della vita di uno studente. Forse non è l’esame che rende maturi. Forse è il percorso affrontato per arrivarci.

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