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Edgar Morin e il legame con il Premio Nonino: memoria di un difensore degli oppressi

La famiglia Nonino ricorda Edgar Morin non solo come pensatore ma come persona che ha dedicato energie agli oppressi e alle ingiustizie; dal 2004 membro della giuria del Premio Nonino, partecipò anche in video alla cerimonia del 2026

Edgar Morin e il legame con il Premio Nonino: memoria di un difensore degli oppressi

Edgar Morin viene ricordato dalla famiglia Nonino non soltanto per la sua statura di grande pensatore, ma soprattutto per la coerenza con cui ha tradotto idee in impegno concreto. Dal 2004, anno in cui ricevette il Premio Nonino, Morin entrò stabilmente nel circuito del premio e partecipò con continuità alle attività della giuria, contribuendo con una presenza che la famiglia definisce sempre ricca di spirito e vitalità.

Quel ritratto che ne fanno i Nonino è quello di una persona che fino agli ultimi giorni ha speso tempo ed energie a favore dei diritti dei più deboli, opponendosi alle ingiustizie e mostrando un sostegno particolarmente sentito per la causa dei palestinesi. Accanto a questo impegno politico e civile, affiorano negli aneddoti familiari la sua meraviglia quotidiana per la vita e la capacità di vivere intensamente ogni istante.

Il legame con il Premio Nonino

La relazione tra Morin e la famiglia Nonino nacque con la consegna del premio nel 2004 e si consolidò negli anni successivi. Secondo i ricordi dei percotiani di Percoto, la sua adesione al ruolo di giurato non fu formale: partecipò a tutte le riunioni e prese parte ad ogni iniziativa con un atteggiamento curioso e partecipe. Per la famiglia, questa continuità ha trasformato un riconoscimento in una relazione di amicizia e collaborazione duratura.

Presenza e partecipazione

Non si trattò solo di apparizioni occasionali: la famiglia sottolinea come Morin fosse presente agli incontri e sostenesse le attività del premio con costanza. La sua partecipazione, spesso segnata da riflessioni profonde, contribuì a definire il profilo culturale dell’iniziativa e a rafforzare il suo respiro internazionale. Di conseguenza, il legame fra l’intellettuale e i Nonino è stato percepito come un rapporto di fiducia e stima reciproca.

Impegno civile e attenzione ai più fragili

I Nonino insistono sul fatto che, al di là della fama intellettuale, Morin ha dedicato il suo tempo a promuovere un mondo più giusto. In questo quadro si inserisce la sua posizione a favore dei palestinesi, citata dalla famiglia come esempio emblematico del suo atteggiamento verso le questioni internazionali: non una difesa dogmatica, ma un impegno costante in favore degli oppressi.

Un’etica vissuta fino all’ultimo

La famiglia descrive una coerenza tra pensiero e azione: Morin ha mantenuto fino alla fine un atteggiamento di attenzione verso il prossimo, manifestando una voglia di vivere che sorprendeva chi gli stava vicino. Questo modo di essere è stato per i Nonino motivo di ispirazione e anche una fortuna conoscitiva, perché permise loro una quotidianità fatta di scambi personali e intellettuali.

Ricordi dell’ultima partecipazione pubblica

All’ultima edizione del premio, quella del 2026, la presenza di Morin si concretizzò attraverso un collegamento video: fu lui a consegnare a distanza il riconoscimento a Dominique de Villepin. Questo gesto, pur mediato dalla tecnologia, confermò la sua volontà di rimanere vicino all’iniziativa e agli artisti premiati, nonostante problemi di salute lo avessero limitato negli spostamenti.

Gli impegni mancati per motivi di salute

I Nonino ricordano anche che Morin avrebbe dovuto partecipare a un evento successivo organizzato a Parigi; tuttavia, un problema fisico rese impossibile la sua presenza. Anche in queste circostanze la famiglia sottolinea la sua volontà di essere presente con ogni mezzo possibile, ribadendo ancora una volta la sua dedizione alle relazioni umane e culturali.

Aneddoti personali e affetto della famiglia

Tra i membri della famiglia, Antonella Nonino emerge come colei che ha avuto maggior frequentazione quotidiana con Morin e con la sua compagna, Sabah Abouessalam. I ricordi che Antonella ha lasciato sono carichi di affetto e riconoscenza: racconti di conversazioni, gesti semplici e attenzioni che delineano l’immagine di un uomo capace di sorprendersi ogni giorno e di mantenere intatta la sua energia interiore.

Un lascito di umanità

Per la famiglia Nonino, il patrimonio principale lasciato da Morin non è solo il contributo intellettuale, ma soprattutto l’esempio umano: un impegno concreto per chi è in difficoltà, una curiosità inesauribile e la capacità di vivere fino in fondo le relazioni. Questi elementi, dicono, rendono la memoria dell’intellettuale non solo rispettata ma amata.

In sintesi, il ricordo che la famiglia Nonino conserva di Edgar Morin è quello di un uomo che ha unito pensiero e impegno, intelligenza e cuore, contribuendo con partecipazione attiva alla vita del Premio Nonino e alle battaglie per la giustizia sociale.

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