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Divieto di avvicinamento infranto: il 50enne di Fiume Veneto finisce con il braccialetto elettronico

Un cinquantenne di Fiume Veneto è stato confinato a casa per aver ignorato il divieto di avvicinamento e aver manomesso il dispositivo di tracciamento.

Divieto di avvicinamento infranto: il 50enne di Fiume Veneto finisce con il braccialetto elettronico

Il divieto di avvicinamento è uno strumento penale pensato a mettere distanza tra una persona e chi è stato vittima di comportamenti persecutori. Quando tale provvedimento viene disatteso, la legge prevede sanzioni più severe per evitare nuove violenze. A Fiume Veneto, un uomo di 50 anni ha messo alla prova queste disposizioni, scatenando una risposta rapida da parte delle autorità.

Il 21 settembre, il soggetto si è recato nel comune dove vivono l’ex moglie e i figli avvicinandosi loro e parlando con tono brusco. Nonostante il provvedimento di allontanamento fosse già stato emesso, l’uomo ha deliberatamente violato il divieto di avvicinamento dimostrando una chiara intenzione di contatto. Il fatto è stato rilevato dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, le quali hanno registrato l’intervento del cittadino presso l’abitazione familiare.

Intervento dei Carabinieri e prove video

Al termine della giornata, i Carabinieri sono intervenuti sul posto dopo aver ricevuto la segnalazione delle forze dell’ordine locali. Gli agenti hanno confrontato le immagini della videosorveglianza con le testimonianze dei familiari, confermando che l’uomo si era avvicinato senza alcun preavviso. Le riprese hanno mostrato chiaramente il volto del 50enne e la sua condotta aggressiva lasciando poco spazio a dubbi sulla natura intenzionale dell’incontro.

Il sabotaggio del tracker antistalking

Oltre alla violazione del divieto di avvicinamento il signore ha lasciato a casa il tracker del sistema antistalking un dispositivo elettronico studiato per monitorare il rispetto delle restrizioni. Il gesto è stato interpretato come un tentativo di ostacolare il funzionamento del sistema di tracciamento rendendo più difficile per le autorità verificare eventuali nuovi avvicinamenti.

Conseguenze giudiziarie: arresti domiciliari con braccialetto elettronico

Il Tribunale di Pordenone ha valutato tutti gli elementi raccolti – le testimonianze, le registrazioni video e la manomissione del dispositivo – e ha ritenuto l’azione del 50enne deliberata e pericolosa. L’esecuzione del provvedimento è avvenuta il 26 settembre, quando i Carabinieri hanno recato l’uomo a casa sua per applicare il dispositivo.

Questa decisione evidenzia la volontà delle istituzioni di adottare misure più restrittive quando le restrizioni precedenti si dimostrano inadeguate a garantire la sicurezza delle vittime. Il caso di Fiume Veneto dimostra come la legge possa evolvere rapidamente in risposta a comportamenti recidivi, rafforzando gli strumenti di protezione per le persone coinvolte.

L’uso del braccialetto elettronico è ora parte integrante della risposta penale, garantendo un monitoraggio costante e una risposta immediata in caso di ulteriori violazioni.

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