Sabato 6 giugno la cittadina di Aviano è stata teatro di una Manifestazione nazionale che ha portato fino ai cancelli della base USAF una folta partecipazione civile. L’appuntamento, promosso da ANPI Regionale FVGCGILTavolo della PaceGlobal Sumud Flotilla e dalla Rete italiana Donne in Neroha richiamato gruppi laici e religiosi e cittadini da tutto il Nordest, con la richiesta esplicita di dire “No al riarmo e alle guerre” e di riallocare le risorse verso welfare, istruzione e tutela ambientale.
L’appello a partecipare era accompagnato dal riferimento costituzionale: gli organizzatori hanno fatto leva sull’articolo 11 della Costituzione come argomento pubblico per promuovere la soluzione dei conflitti mediante la diplomazia. La manifestazione si è svolta in forma pacifica e nonviolenta e ha visto anche la presenza di delegazioni di lavoratori in difficoltà, tra cui dipendenti dell’Electrolux provenienti da Porcia e Suseganaa sottolineare il nesso tra spese militari e crisi economica locale.
Raduno in piazza Duomo e percorso verso la base USAF
Il concentramento è iniziato nel primo pomeriggio in piazza Duomodove circa mille persone si sono ritrovate per ascoltare testimonianze, interventi e performance musicali. Bandiere arcobaleno e striscioni hanno riempito il centro cittadino creando un clima di partecipazione intergenerazionale. La partenza del corteo, prevista per le 16.00, ha segnato l’avvio di un percorso che si è sviluppato per circa quattro chilometri fino all’area esterna della base statunitense.
Composizione e crescita del corteo lungo il tragitto
Durante il tragitto il corteo ha continuato ad aumentare: nuovi gruppi e singoli si sono aggiunti al flusso iniziale, trasformando la schiera in un lungo serpente colorato che, secondo gli organizzatori, ha portato il numero dei presenti tra i 2000 e i 3000. Tra i partecipanti c’erano sindacati, associazioni pacifiste, comunità religiose come Pax Christi e Beati i Costruttori di Paceoltre a rappresentanti di fondazioni come la Fondazione Di Vittorio.
Azioni simboliche e interventi pubblici davanti ai cancelli
Arrivati davanti alla base, gli attivisti hanno messo in scena un flash mob potente e simbolico: sul prato antistante molti si sono buttati a terra simulando le vittime di un bombardamento per richiamare l’attenzione sulle sofferenze delle popolazioni coinvolte nei conflitti. L’azione ha preceduto una serie di interventi, tra cui voci di rappresentanti di ANPI NazionaleCGIL NazionaleGlobal Sumud Flotillail Centro Ernesto Balduccila Fondazione Di Vittorio e BDS Italiache hanno ribadito la necessità di percorsi diplomatici e umanitari rispettosi del diritto internazionale.
Il corteo e le testimonianze hanno toccato anche temi specifici come la situazione in Medio Oriente e in Ucraina, collegandoli alle preoccupazioni economiche locali e nazionali. In più interventi è stata ricordata l’intenzione politica degli organizzatori: “L’iniziativa non sarà soltanto una protesta, ma anche una proposta”ovvero chiedere un cambio di priorità nella spesa pubblica verso salute, scuola e giustizia sociale.
Partecipazione e impatto nel Friuli Venezia Giulia
La presenza di centinaia di associazioni — circa 140 realtà associative, culturali e sociali hanno aderito alla mobilitazione — ha trasformato la manifestazione in un momento significativo per il Friuli Venezia Giulia. Secondo gli organizzatori la partecipazione ampia e trasversale è la prova di una volontà civica di influire sul dibattito pubblico riguardo allo sviluppo e alla convivenza tra i popoli in Europa e oltre.
Le autorità e i promotori hanno invitato tutti gli attori sociali a mantenere l’iniziativa nel solco della legalità e della nonviolenza, con l’obiettivo dichiarato di portare un messaggio che vada oltre la singola giornata di mobilitazione e che contribuisca a rinvigorire la discussione politica su priorità e investimenti pubblici.


