Il Consiglio regionale del friuli venezia Giulia ha espresso con voto unanime la propria posizione in difesa dell’occupazione dello stabilimento Electrolux di Porcia. Con l’approvazione della mozione, l’assemblea ha incaricato la giunta regionale di proseguire il confronto con il governo, con le altre regioni, con gli enti locali e con le organizzazioni sindacali per ottenere il ritiro del piano aziendale e per lavorare alla definizione di un vero progetto industriale che tuteli i posti di lavoro.
L’assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Biniha commentato il voto sottolineando come la posizione del Consiglio non sia una questione ideologica ma la volontà di salvaguardare un segmento rilevante della storia economica regionale e nazionale. Per Binila decisione dell’assemblea rappresenta un segnale di forte responsabilità istituzionale: il territorio non intende assistere passivamente a uno smantellamento che metterebbe a rischio competenze e occupazione.
La proposta finanziaria regionale: fondo da 8 milioni per il settore
Per sostenere le imprese dell’elettrodomestico e la filiera della subfornitura, la giunta del Friuli Venezia Giulia ha inserito nella legge di assestamento 2026 l’istituzione di un nuovo canale contributivo da 8 milioni. Questa misura è concepita per favorire investimenti orientati all’innovazione e per sostenere processi di riposizionamento strategico e produttivo delle aziende coinvolte.
Un requisito esplicito per l’accesso a questi contributi sarà il mantenimento oppure l’incremento dell’occupazione: si tratta di una condizionalità volta a collegare l’intervento pubblico al presidio del lavoro sul territorio. In questo modo, la Regione punta a incentivare investimenti che non siano soltanto tecnologici ma anche socialmente sostenibili, rafforzando la tenuta del comparto e delle professionalità locali.
Il tavolo con il Mimit a Roma e la strategia di dialogo
Il prossimo incontro istituzionale è programmato per il 15 giugnoquando la delegazione regionale parteciperà al tavolo convocato dal Mimit a Roma. In quella sede la Regione valuterà le proposte presentate da Electrolux, ribadendo la propria contrarietà a decisioni che possano penalizzare un asset strategico per l’area.
La partecipazione al tavolo nazionale è stata annunciata come un passaggio chiave: da un lato servirà a chiarire le intenzioni dell’azienda; dall’altro costituirà un’occasione per avanzare proposte alternative e per sollecitare misure nazionali ed europee di sostegno. La Regione ha chiarito che darà la massima disponibilità al confronto ma non accetterà soluzioni che riducano in modo significativo i livelli occupazionali nello stabilimento di Porcia.
Coordinamento con enti locali e parti sociali
La mozione impegna inoltre la giunta a consolidare il dialogo con gli enti territoriali e con le organizzazioni sindacali, per costruire una linea comune e coesa nella trattativa con l’azienda. Il coordinamento intende garantire che ogni iniziativa sia ancorata a obiettivi concreti di tutela del lavoro e di rilancio produttivo.
Questo approccio punta a evitare frammentazioni nelle azioni istituzionali e a mettere a sistema gli strumenti regionali, nazionali e quelli eventualmente messi a disposizione dall’Unione europea, con l’obiettivo di preservare competenze chiave e capacità produttive.
Ruolo istituzionale e impatto sul territorio
Secondo l’assessore Bini, la posizione assunta dal Consiglio regionale conferma la volontà di proteggere un elemento centrale dell’identità industriale del Friuli Venezia Giulia. La difesa dello stabilimento è stata descritta come parte di un impegno più ampio per la coesione economica e sociale del territorio, che richiede interventi mirati e risorse adeguate.
Il percorso avviato dai rappresentanti regionali mette al centro la ricerca di un equilibrio tra esigenze imprenditoriali e tutela del lavoro: la disponibilità a discutere con Electrolux non esclude la fermezza nel richiedere soluzioni che non comportino perdite occupazionali ingenti. La politica regionale si propone così come interlocutore attivo per negoziare strumenti che favoriscano la riconversione produttiva e la modernizzazione del comparto.
Nel complesso, la mozione e le misure annunciate delineano una strategia articolata che combina pressione istituzionale, risorse economiche e dialogo multilivello per cercare di garantire la continuità occupazionale e la competitività dello stabilimento di Porcia.


