Il 12 giugno, i lavoratori della cultura in friuli venezia Giulia incrociano le braccia per una giornata di sciopero. La protesta, organizzata da Funzione Pubblica e Nidil Cgil insieme a diverse sigle sindacali di base, mira a denunciare le condizioni di lavoro nel settore e a rivendicare maggiori investimenti e meno precariato.
Musei, teatri, biblioteche e altre istituzioni culturali saranno coinvolti in questa mobilitazione, che vede in prima linea i lavoratori con contratti precari, dagli interinali agli autonomi con partita Iva.
Le richieste dei lavoratori culturali
Alla base dello sciopero ci sono diverse richieste concrete. Innanzitutto, i lavoratori chiedono un cambio di rotta nelle politiche del Governo, accusato di ridurre i finanziamenti alla cultura, mettendo a rischio servizi, occupazione e attività culturali su tutto il territorio nazionale.
“La cultura produce valore economico e sociale per il Paese, ma continua a essere penalizzata da scelte che ne indeboliscono il ruolo e la capacità di garantire lavoro di qualità”dichiara Mauro Cenciresponsabile funzioni centrali della Fp Cgil Friuli venezia giulia.
Tra le principali rivendicazioni ci sono un piano straordinario di assunzioni nel ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche del settore, la stabilizzazione del personale precario e il superamento del ricorso a esternalizzazioni, appalti e false partite Iva.
Precariato e condizioni di lavoro
“Non è più accettabile che attività altamente qualificate continuino a essere svolte in condizioni di precarietà e con tutele insufficienti”, aggiunge Cenci. “Chiediamo il riconoscimento del lavoro culturale, retribuzioni dignitose e percorsi di stabilizzazione per chi oggi garantisce il funzionamento di musei, teatri, archivi, biblioteche e istituzioni culturali.”
I sindacati rivendicano inoltre maggiori investimenti in salute e sicurezza, il contrasto a ogni forma di discriminazione, molestia e violenza nei luoghi di lavoro e l’introduzione di strumenti di tutela per le professioni caratterizzate da discontinuità occupazionale, a partire da un reddito di discontinuità per i lavoratori del settore.
L’importanza della cultura per il Paese
La cultura è un settore fondamentale per l’economia e la società italiana. Tuttavia, nonostante il suo valore intrinseco, continua a essere penalizzata da scelte politiche che ne indeboliscono il ruolo. “Servono investimenti strutturali e risorse adeguate per dare continuità ai servizi culturali e valorizzare le professionalità che operano nel settore”, sottolinea Cenci.
La protesta del 12 giugno rappresenta un momento cruciale per i lavoratori della cultura in Friuli Venezia Giulia, che chiedono non solo migliori condizioni di lavoro, ma anche il riconoscimento del loro ruolo fondamentale nella società.


