La presenza del Friuli Venezia Giulia al Festival di Cannes si è fatta notare non solo per la distribuzione di opere straniere sul territorio italiano, ma anche per il contributo tecnico di due professionisti dell’audio che hanno lavorato al nuovo film di Bruno Dumont. In un contesto internazionale come la Quinzaine des Cinéastes, l’attenzione si è concentrata sul ruolo del montaggio sonoro e del mixaggio, fondamentali per l’impatto emotivo di una pellicola presentata come proiezione speciale.
Chi sono i tecnici del territorio coinvolti
Il progetto sonoro di Red Rocks porta la firma di due professionisti originari del Friuli Venezia Giulia: Eric Guerrino Nardin, friulano, e Massimiliano Borghesi, triestino. Nardin è conosciuto come sound artist, sound designer e sound engineer, con un’esperienza di oltre dieci anni nella post produzione audio a livello internazionale. Borghesi, con base a Trieste, opera come fonico di presa diretta e sound designer, avendo collaborato con produzioni estere su diversi set.
Percorsi professionali e competenze
Il profilo di Nardin combina sensibilità artistica e conoscenze tecniche: il suo lavoro spazia dalla creazione di texture sonore alla gestione del mix in fase di post produzione. Borghesi, invece, porta sul set l’esperienza della registrazione in presa diretta e la capacità di integrare elementi sonori reali con interventi in studio. Entrambi contribuiscono a definire il carattere sonoro del film, un aspetto che in produzioni autoriali come quella di Dumont diventa parte integrante della narrazione.
Il film e l’approccio registico
Red Rocks è ambientato sulla Costa Azzurra e racconta l’estate di Géo, un bambino di sette anni che guida la sua banda. La storia si sviluppa intorno allo scontro con un gruppo rivale e all’incontro con una figura enigmatica, Eva, dando vita a un confronto in cui innocenza e crudeltà si intrecciano. La regia di Dumont privilegia uno stile vicino al documentario, con largo uso del grandangolo e l’impiego di attori non professionisti, scelta che influenza profondamente il lavoro sonoro e la necessità di una post produzione attenta e sensibile.
Come l’audio sostiene la narrazione
In un film girato con un approccio così libero e naturale, il suono assume il ruolo di collante emotivo: dal rumore dell’ambiente alle sfumature della voce dei bambini, fino al mix finale che deve restituire la verità della scena senza appesantirla. Il lavoro svolto da Nardin e Borghesi ha quindi avuto l’obiettivo di preservare la spontaneità degli interpreti e al tempo stesso rendere coerente la dimensione sonora con la visione estetica del regista.
Risultati e riconoscimenti
La proiezione di Red Rocks alla Quinzaine ha registrato un’accoglienza calorosa, con la sala gremita e l’interesse della critica internazionale. In parallelo alla presentazione del film, il festival ha riservato a Dumont una retrospettiva completa della sua filmografia, sottolineando il valore artistico dell’opera. Per i professionisti del Friuli Venezia Giulia coinvolti, questa visibilità rappresenta una conferma dell’importanza delle competenze locali nel mercato cinematografico globale.
Il ruolo del territorio nella filiera cinematografica
Dietro a questo tipo di successi c’è anche il lavoro delle istituzioni e delle realtà locali: la Film Commission Fvg è citata come un punto di supporto per progetti che richiedono competenze tecniche e formazione. Il risultato è un ecosistema capace di attrarre produzioni e di valorizzare professionisti che poi portano il nome della regione su palcoscenici internazionali come Cannes.
In conclusione, la partecipazione di tecnici come Nardin e Borghesi al processo creativo di Red Rocks evidenzia quanto la qualità del sound design e del montaggio sonoro possa influenzare la ricezione di un film, contribuendo allo stesso tempo alla reputazione di un territorio che investe nella formazione e nella promozione delle sue competenze audiovisive.


