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Barbero a Gorizia, tra agiografia e realtà: il San Francesco di Laterza

Lo storico Alessandro Barbero ha attirato il pubblico al Teatro Verdi di Gorizia per esplorare la figura storica di San Francesco, mostrando come le fonti agiografiche abbiano modellato un’immagine idealizzata piuttosto che restituire l’uomo nella sua complessità.

Barbero a Gorizia, tra agiografia e realtà: il San Francesco di Laterza

Il 31 maggio 2026 e il 1 giugno 2026 la città di Gorizia è stata teatro di un evento che ha richiamato gli appassionati di storia e i lettori dello storico Alessandro Barbero. Al centro dell’attenzione c’era il nuovo volume pubblicato da Laterza, intitolato San Francesco, che propone una rilettura della vita del santo mettendo a fuoco aspetti meno noti e spesso attenuati dalle biografie successive. L’incontro al Teatro Verdi si è svolto davanti a una platea gremita, con una nutrita partecipazione di pubblico e il consueto interesse mediatico.

Il nucleo della presentazione: tra fonti e idealizzazione

Nella serata lo storico ha spiegato come, partendo dalle prime testimonianze, la figura di Francesco sia stata progressivamente trasformata da chi ne ha raccontato la vita. Barbero ha richiamato l’attenzione su testi fondamentali come la prima biografia attribuita a Tommaso da Celano e la Legenda Maior di Bonaventura, sottolineando come queste opere abbiano contribuito a costruire un ritratto che rispondeva più a intenti hagiografici che a un resoconto neutro. Per Barbero, è fondamentale distinguere tra il Francesco storico e il Francesco modellato dalle agiografie, perché solo così emerge il senso di un uomo inserito nel suo tempo e non un modello perfetto fuori dalla storia.

Perché le agiografie modificano la storia

Barbero ha illustrato il meccanismo con cui i biografi sacri, mossi da finalità devozionali, tendono a enfatizzare alcuni tratti e a censurare o attenuare altri. Questo processo produce un’immagine che diventa paradigma: la figura idealizzata di Francesco ha finito per sovrapporsi al ritratto storico. Il relatore ha utilizzato l’espressione agiografia come filtro per spiegare come le fonti non siano neutre e come l’interpretazione storica debba tener conto di questi scarti.

Reazioni del pubblico e rituale degli incontri

L’accoglienza riservata a Barbero è stata calorosa: prima dell’intervento ufficiale si è svolta una lunga sessione di firmacopie e fotografie, durante la quale lo storico ha dedicato circa un’ora e mezza ai lettori. La serata al Teatro Verdi si è chiusa con applausi prolungati e una standing ovation, segno del forte coinvolgimento del pubblico. Questo tipo di reazione dimostra quanto la divulgazione storica di qualità possa generare partecipazione e confronto, trasformando una presentazione editoriale in un vero e proprio evento culturale.

Il ruolo del festival èStoria

L’appuntamento di Gorizia rientra nel programma del festival èStoria, che da anni mette in calendario incontri, dibattiti e presentazioni dedicate alla ricerca storica e alla valorizzazione delle fonti. In questo contesto Barbero rappresenta un punto di riferimento per il pubblico per la capacità di unire rigore scientifico e linguaggio accessibile. L’evento ha mostrato come i festival possano essere spazi in cui la storia esce dall’accademia per dialogare direct con la società.

Qualche spunto dal contenuto del libro

Nel suo intervento Barbero ha offerto alcuni scorci tratti dal libro: emergono un Francesco sensibile a temi sociali del suo tempo, con atteggiamenti che oggi potremmo definire anticipatori di posizioni pacifiste o ambientaliste, ma sempre contestualizzati nel quadro culturale e religioso dell’epoca. Lo storico ha invitato a leggere questi aspetti come indizi contestuali, non come proiezioni anacronistiche, ribadendo l’importanza di considerare le fonti storiche nel loro contesto di produzione.

Come leggere oggi le figure del passato

L’approccio suggerito è quello di combinare l’attenzione per le fonti con una sensibilità critica verso le narrazioni consolidate. Barbero ha indicato che rivedere una figura come quella di Francesco non significa sminuirne l’importanza, ma arricchire la conoscenza restituendo spessore umano e complessità storica. Questo procedimento è utile per decostruire stereotipi e per capire come certe immagini siano state costruite e tramandate.

Conclusioni e impatto

La serata a Gorizia, tra firmacopie e teatro gremito, ha confermato la capacità di Alessandro Barbero di stimolare interesse e dibattito. Il libro pubblicato da Laterza su San Francesco offre una lettura che propone un equilibrio tra la dimensione devozionale e l’indagine storica: un invito a guardare al santo non solo come a un modello ideale ma come a un protagonista del suo tempo. L’evento ha ribadito la funzione pubblica della storia e il valore dei festival che creano occasioni di confronto tra studiosi e cittadini.

Per chi volesse approfondire, il volume rappresenta una porta d’ingresso alla riflessione su come le fonti plasmano la memoria collettiva e su come il lavoro dello storico possa restituire al passato la sua complessità, senza rinunciare alla capacità di appassionare un pubblico ampio.

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