6 Ottobre 2026 ☀ 23°

Vingegaard conquista Piancavallo e il Giro: un’impresa che chiude il cerchio

Jonas Vingegaard ha imposto il suo dominio sulla ventesima tappa con un attacco da lontano a Piancavallo, celebrando il successo in maglia rosa e rendendo omaggio alle vittime del terremoto del Friuli del 1976

Vingegaard conquista Piancavallo e il Giro: un’impresa che chiude il cerchio

La ventesima tappa, con partenza da Gemona del Friuli e arrivo a Piancavallo, ha consegnato al pubblico un finale già scritto ma non per questo meno emozionante: Jonas Vingegaard ha trasformato le rampe friulane in passerella del suo dominio. L’attacco decisivo a circa 11 chilometri dall’arrivo ha creato subito il vuoto, permettendo al corridore del Team Visma | Lease a Bike di tagliare il traguardo in solitaria e di consolidare la maglia rosa nella classifica generale.

Prima della partenza la carovana ha osservato un momento di rispetto al cimitero di Gemona dove sono sepolte le vittime del sisma del 1976; sulla maglia indossata da Vingegaard era stampata la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica” come omaggio a quella tragedia. La tappa, di 200 km e caratterizzata da un finale in salita, era l’ultima vera occasione per mettere alla prova i big prima della passerella conclusiva a Roma.

Un attacco che non ha lasciato scampo

Alla seconda ascesa verso Piancavallo la corsa si è frammentata in piccoli gruppi: il tentativo solitario dei fuggitivi non ha avuto fortuna di fronte al controllo serrato del Team Visma. Quando Vingegaard ha deciso di forzare, la reazione degli altri favoriti è stata insufficiente. Il danese ha guadagnato metri preziosi con una progressione potente, gestendo lo sforzo negli ultimi chilometri e ricevendo gli applausi della folla lungo la salita.

La tirata del gruppo e i numeri della tappa

La frazione si è chiusa con Vingegaard vincitore in 5h03’55” a una media di 39,484 km/h. Alle sue spalle Felix Gall (Decathlon CMA CGM) ha conquistato il secondo posto a +1’15”, mentre Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) è giunto terzo a pari tempo con Gall sulla linea. Sul piano della classifica generale nulla è cambiato nelle posizioni di vertice: Vingegaard resta saldamente in rosa con Gall e Hindley piazzati alle sue spalle.

Le maglie e le battaglie nella corsa

Il confronto per le diverse maglie ha regalato spunti interessanti: il gran premio della montagna è stato consolidato da Giulio Ciccone (Lidl-Trek), mentre la maglia bianca di miglior giovane è andata ad Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), che ha saputo gestire la giornata nonostante una fase di difficoltà. Davide Piganzoli, uomo-chiave del team di Vingegaard, ha avuto una giornata in ombra e non è riuscito a rimontare sufficientemente per contendere il bianco al portoghese.

Fasi decisive e protagonisti

Sui primi passaggi a Piancavallo sono emersi anche i duelli minori: Giulio Ciccone ha avuto via libera per giocarsi i punti del GPM, mentre tra gli attaccanti l’ultimo a resistere è stato il giovane Ludovico Crescioli, ripreso solo nel finale dal plotone di testa. L’organizzazione del gruppo leader ha impedito che una fuga creasse problemi alla classifica generale, consentendo invece a Vingegaard di tentare l’azzardo che si è rivelato vincente.

Significato della vittoria e chiusura del Giro

Con questo successo Vingegaard non solo aggiunge una vittoria di tappa al suo bottino, ma completa anche una raccolta di successi nei grandi giri che lo inserisce tra i nomi storici del ciclismo: ai già noti trionfi al Tour di Francia si aggiunge ora anche il Giro d’Italia, cifra che impreziosisce il suo palmarès e lo pone sullo stesso piano dei grandi campioni del passato. Il danese ha sottolineato l’importanza del lavoro della squadra e il valore simbolico della maglia indossata nel ricordo del Friuli.

La 109esima edizione del Giro si concluderà con la tradizionale passerella finale e una volata prevista al Circo Massimo di Roma, dove il vincitore sarà ufficialmente incoronato. Per molti spettatori l’intera corsa è stata segnata da poche sorprese nei confronti della lotta per la generale, ma l’autorità mostrata da Vingegaard nelle tappe decisive ha rappresentato un momento di spettacolo e di grande ciclismo.

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