29 ottobre 2026 🌤 17°

Fedriga chiede un ruolo strategico delle regioni nella programmazione 2028-34

Fedriga difende il protagonismo regionale nella coesione europea, chiedendo un fondo unico e tempi definiti entro fine anno.

Fedriga chiede un ruolo strategico delle regioni nella programmazione 2028-34

Il 29 ottobre 2026, al Palazzo della Regione di Trieste, si è tenuta la riunione della Commissione politica di coesione territoriale e bilancio (Coter) del Comitato europeo delle Regioni. Oltre 30 rappresentanti provenienti da tutta Europa si sono incontrati per ribadire l’importanza di mettere le amministrazioni locali al centro della definizione delle strategie di coesione dell’Unione.

L’evento è stato aperto dal governatore del friuli venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato come la coesione non sia una semplice voce di bilancio, ma il mezzo attraverso cui l’UE entra nella vita quotidiana di cittadini e imprese. Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di respingere ogni forma di centralizzazione e di valorizzare la centralità territoriale come pilastro della competitività e dello sviluppo sostenibile.

Transizione dalla programmazione 2021-27 a quella 2028-34

Fedriga ha evidenziato che, nel passaggio dalla programmazione europea 2021-27 a quella 2028-34, è fondamentale riconoscere il ruolo strategico dei territori. «Decidere gli investimenti senza considerare la strategicità e il protagonismo dei territori sarebbe un grave errore per l’intera Unione», ha affermato, ricordando l’esperienza francamente efficace delle regioni nella gestione della spesa pubblica.

Il rischio di una nuova centralizzazione

Il governatore ha messo in guardia contro la tentazione di creare un Fondo unico gestito da Bruxelles senza garanzie vincolanti. Una tale centralizzazione, a suo avviso, danneggerebbe sia le amministrazioni locali sia i cittadini europei, perché priverebbe le regioni della capacità di negoziare, programmare e monitorare i risultati in modo diretto.

L’esperienza di confine tra Italia e Slovenia

Come esempio concreto, Fedriga ha citato le aree di confine tra Italia e Slovenia. Decenni fa questi territori erano segnati da divisioni profonde; oggi, grazie a progetti di coesione, condividono infrastrutture, servizi e persino spazi pubblici. Questo dimostra che le regioni, quando coinvolte attivamente, possono trasformare ostacoli in opportunità di sviluppo comune.

Le richieste del Friuli Venezia Giulia a Bruxelles

Nel documento firmato a Bruxelles assieme a 64 regioni europee, il Friuli ha presentato quattro istanze precise: un bilancio fisso e adeguato per tutte le tipologie di regioni, il riconoscimento normativo del ruolo regionale nella preparazione e attuazione dei piani, un orientamento ai risultati basato sul consenso regionale, e la definizione di tempistiche certe con l’approvazione delle norme entro la fine dell’anno, per rendere disponibili le risorse già da gennaio 2028.

Conclude Fedriga: «Le Regioni chiedono soltanto di poter continuare a programmare, investire e rendere conto dei risultati. Non come semplici beneficiari, ma come partner strategici dell’Unione». Il Friuli venezia giulia porterà queste posizioni nel dialogo con Roma e con le istituzioni europee, affinché la politica di coesione rimanga davvero al servizio delle realtà territoriali.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Trieste adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 29 ottobre