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Consiglieri Pd contestano i tagli ai letti ospedalieri in FVG

Consiglieri Pd chiedono trasparenza sui tagli ai letti e denunciano la chiusura silenziosa di un ospedale in FVG.

Consiglieri Pd contestano i tagli ai letti ospedalieri in FVG

Il 24 ottobre, a Trieste, i consiglieri regionali Manuela Celotti e Diego Moretti, appartenenti al Partito Democratico, hanno aperto un acceso dibattito sulla politica sanitaria della Regione Friuli Venezia Giulia. In una nota pubblica hanno sottolineato che il confronto non può restare a livello teorico, ma deve essere basato su dati concreti e risposte operative per i cittadini. Secondo loro, la Regione ha continuato a ridurre il numero di posti letto ospedalieri nonostante le evidenze epidemiologiche e demografiche indicanti la necessità di mantenere una capacità adeguata. Questo trend, hanno affermato, appare in netto contrasto con gli indicatori nazionali e con le raccomandazioni dell’Agenas, che recentemente hanno evidenziato scostamenti significativi.

Le dichiarazioni di Celotti e Moretti sulla riduzione dei posti letto

Celotti e Moretti hanno contestato senza mezzi termini i tagli ai posti letto effettuati negli ultimi anni, definendoli una scelta priva di trasparenza. Hanno ricordato che, nel silenzio totale, è stato chiuso l’equivalente di un intero ospedale, un provvedimento che ha ridotto ulteriormente il numero di strutture operative della Regione. I dati forniti dall’Agenas mostrano che il Friuli Venezia Giulia si posiziona al di sotto di tutti gli standard nazionali per quanto riguarda il numero di ospedali, i posti letto totali e il tasso di ospedalizzazione. Tale posizionamento risulta ancora più distante rispetto alle regioni ritenute più efficienti, le quali registrano indicatori di qualità superiore nella risposta alle necessità dei cittadini.

Accentramento dell’alta specialità e riduzione dei reparti fondamentali

Secondo i due consiglieri, il discorso ufficiale sulla concentrazione dell’alta specialità è stato accompagnato da una riduzione tangibile di reparti essenziali come la medicina interna e gli ospedali “spoke”. Senza un potenziamento parallelo delle cure intermedie, la mossa non costituisce un vero efficientamento, ma crea uno squilibrio strutturale che può lasciare i pazienti senza risposte adeguate. Inoltre, hanno evidenziato che la sanità territoriale è ormai in difficoltà: migliaia di abitanti risultano senza medico di medicina generale e le case della comunità non hanno ancora raggiunto gli obiettivi ministeriali prefissati. L’assistenza domiciliare, sebbene importante, non può sostituire integralmente i servizi ospedalieri.

Le richieste di trasparenza: dati su boarding e accessi ripetuti

Di fronte a questo scenario, Celotti e Moretti hanno annunciato nuove richieste di informazioni alla Regione. In particolare, hanno chiesto dati relativi al fenomeno del boarding, definito come l’osservazione prolungata di pazienti nei reparti di pronto soccorso per più di 24 ore a causa della mancanza di posti disponibili altrove. Oltre a questo, i consiglieri vogliono conoscere la frequenza degli accessi al pronto soccorso per lo stesso problema sanitario in tempi ravvicinati, con un occhio di riguardo verso la popolazione anziana. L’obiettivo, hanno spiegato, è valutare se la carenza di posti letto sta costringendo i cittadini a un uso eccessivo dei servizi di emergenza, deteriorando la qualità dell’assistenza.

Il peso dei viaggi per gli anziani: da Resia a Udine

Un esempio concreto citato dai consiglieri riguarda gli anziani residenti in piccoli comuni come Resia, costretti a spostarsi fino a Udine per accedere a un intervento ospedaliero. Questo itinerario, spesso lungo e logisticamente complesso, grava sulle famiglie, che devono organizzare trasferimenti, soggiorni e assistenza continuativa. Celotti e Moretti hanno sottolineato che tali difficoltà non emergono osservando solo gli indicatori statistici, ma si manifestano nella vita quotidiana dei cittadini. Laddove la sanità territoriale risulti debole, le famiglie diventano la rete di supporto, aumentando il disagio e i costi per le persone più vulnerabili.

Dopo otto anni di governo regionale, i due consiglieri chiedono alla Giunta di cessare le promesse di potenziamento e di rendere conto delle scelte già attuate. Hanno richiesto di interrompere il depotenziamento degli ospedali “spoke” e di attuare misure concrete per rafforzare le cure intermedie e la sanità territoriale. La loro posizione non è la difesa dell’ospedale più vicino, ma la volontà di costruire una rete sanitaria capace di rispondere in modo equilibrato ai diversi bisogni di salute della popolazione friulana, garantendo al contempo trasparenza e responsabilità nella gestione dei posti letto.

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