Il pomeriggio del 23 ottobre 2026 ha segnato l’inizio di una proposta culturale inusuale nella vivace via Tarabochia, precisamente all’Angolo di Rocco. L’inaugurazione della mostra fotografica “Cultura in cantiere” di Nicolas Brunetti ha attirato curiosi, professionisti del settore ed appassionati di fotografia, proponendo un percorso visivo che parte dai cantieri di Edilimpianti Trieste Srl Società Benefit per arrivare a una riflessione più ampia sul patrimonio architettonico della città. L’esposizione resterà aperta fino a domenica 25 ottobre, offrendo a chi non ha potuto partecipare al lancio la possibilità di esplorare gli spazi dell’enoteca dove le immagini sono state allestite con cura.
Inaugurazione all’Angolo di Rocco: un incontro tra arte e costruzione
L’evento di apertura ha avuto un’atmosfera quasi rituale: le pareti dell’enoteca hanno ospitato stampe di grandi dimensioni che catturano la materia grezza dei cantieri, le strutture in acciaio ancora non coperte e i volti dei lavoratori al lavoro. Il concetto di “cantiere” è stato reinterpretato non solo come luogo di costruzione, ma anche come spazio di narrazione e di creatività. L’intervento di Brunetti, accompagnato da un breve discorso, ha spiegato come la fotografia possa diventare un mezzo per rendere visibili le fasi di trasformazione urbana, spesso invisibili al cittadino comune.
Collaborazione con Stefano Mirabella: un occhio superdocumentario
Al cuore del progetto c’è la sinergia con lo stimato foto-giornalista Stefano Mirabella. I due hanno trascorso mesi a percorrere i vari cantieri gestiti da Edilimpianti, catturando non solo le strutture, ma anche le relazioni tra operai, ingegneri e architetti. Questa esperienza condivisa ha permesso di costruire una narrazione che unisce competenze tecniche e sensibilità artistica, offrendo al pubblico una visione a 360 gradi dei processi di riqualificazione urbana in atto a Trieste.
Il percorso fotografico: tra materia, persone e competenze
Le immagini esposte mostrano una Trieste in divenire: edifici storici che si trasformano, nuove volumetrie che nascono accanto a strutture esistenti, e soprattutto le persone che animano questi spazi. Brunetti ha voluto mettere in luce le “competenze” – dal muratore al progettista – come tasselli essenziali di un mosaico urbano. “Ogni cantiere è un micro-cosmo di relazioni, conoscenze e aspirazioni”, ha dichiarato l’artista, sottolineando come la fotografia possa dare voce a quegli aspetti spesso dimenticati nei resoconti tecnici.
Interpretazioni architettoniche e nuove prospettive
Le opere, oltre a documentare, offrono interpretazioni visive che sfidano lo spettatore a riconsiderare la percezione di “cantiere”. Angoli di luce, giochi di ombra e composizioni geometriche trasformano la materia grezza in opere quasi astratte, suggerendo che la riqualificazione urbana non è solo un intervento fisico, ma anche un processo di riscoperta culturale. Il pubblico, muovendosi tra le fotografie, è invitato a immaginare come questi luoghi potranno evolversi e integrarsi nel tessuto cittadino.
Sostegno istituzionale e collocazione nei Trieste Photo Days
Il progetto “Cultura in cantiere” è frutto della collaborazione tra Exhibit Around Aps e Edilimpianti Trieste Srl Società Benefit, con il prezioso contributo della Regione friuli venezia Giulia – Io Sono Friuli Venezia Giulia. Inserita nell’ambito del 13° Trieste Photo Days – Festival Internazionale della Fotografia, l’esposizione si pone come testimonianza di una sinergia tra impresa, innovazione culturale e valorizzazione territoriale. Edilimpianti, in qualità di innovation partner del festival, ha contribuito a dimostrare che la trasformazione urbana può essere accompagnata da un dialogo creativo tra architettura e arti visive.
Obiettivi di lungo periodo
L’iniziativa punta a consolidare il ruolo della fotografia come linguaggio capace di raccontare la città, favorendo una maggiore consapevolezza dei processi di riqualificazione e stimolando il coinvolgimento dei cittadini. La speranza è che, oltre all’esperienza estetica, il pubblico possa portare a casa una nuova comprensione del valore sociale ed economico dei cantieri, riconoscendo in essi non solo materiale da costruire, ma anche cultura in divenire.



