10 Ottobre 2026 ☁ 19°

Maxi truffa a San Vito: sottratti più di 80mila euro e gioielli

Una truffa da oltre 80mila euro ha colpito un’anziana nel rione di San Vito, alimentando una serie di frodi nella zona.

Maxi truffa a San Vito: sottratti più di 80mila euro e gioielli

Negli ultimi giorni il territorio di trieste è stato teatro di una serie di raggiri ai danni di persone anziane. Il rione di San Vito tipico quartiere popolare, è tornato al centro dell’attenzione per un colpo particolarmente consistente più di ottantamila euro in contanti e diversi gioielli sono scomparsi in poche ore.

Le truffe hanno assunto una forma sempre più sofisticata, sfruttando la fiducia delle vittime e l’utilizzo di telefonate fasulle per ottenere appuntamenti a domicilio. Gli autori, spesso operanti in squadra, riescono a ottenere l’accesso alle abitazioni senza destare sospetti, portando via risparmi accumulati per tutta la vita. Questa tendenza criminale ha spinto la polizia di Stato ad aprire un’indagine approfondita, con l’obiettivo di identificare i responsabili e interrompere la catena di reati.

Il raggiro di via Vettor Carpaccio: i fatti del 9 ottobre

Il venerdì 9 ottobre, una signora di età avanzata è stata contattata telefonicamente da persone che si spacciavano per operatori di un istituto finanziario. Dopo uno scambio di parole rassicuranti, gli impostori hanno fissato un incontro a casa, chiedendo la consegna di denaro contante e oggetti di valore per una presunta operazione di investimento.

Una volta recatisi all’indirizzo di via Vettor Carpaccio, i truffatori hanno ottenuto più di 80mila euro in contanti e numerosi gioielli, sottraendoli all’abitazione della vittima. La donna, scoperta la scomparsa degli oggetti, ha immediatamente allertato le autorità; la polizia di Stato ha preso in carico le indagini, raccogliendo testimonianze e tracciando i movimenti dei sospetti.

Modalità operative della truffa

Il modus operandi seguito è tipico di una rete organizzata: le vittime vengono richiamate più volte, spesso con il pretesto di “verificare” documenti o “confermare” operazioni finanziarie. La fiducia costruita telefonicamente consente ai truffatori di ottenere dati sensibili e, infine, di convincere le persone a consegnare soldi e gioielli in cambio di promesse illusorie. Nei casi più recenti, la truffa si è conclusa con la rapida fuga dei colpevoli, rendendo difficile il recupero dei beni sottratti.

Altri raggiri di ottobre: le truffe dell’8 e del 6 ottobre

Il giorno precedente, l’8 ottobre, la città ha subito due ulteriori aggressioni. In via delle Milizie e nella stazione di Aurisina sono stati rapiti beni per un valore complessivo superiore a 100mila euro. Le vittime, anch’esse anziane, hanno riferito di essere state contattate con la stessa tecnica telefonica, seguita da un appuntamento a domicilio o in luogo pubblico, dove i truffatori hanno sottratto denaro e oggetti di pregio.

Due giorni prima, il 6 ottobre, è avvenuta un’altra violazione a largo papa Giovanni XXIII, dove una donna anziana ha consegnato 80mila euro in contanti e oro, credendo di partecipare a una buona occasione di investimento. È altamente probabile che i risparmi di tutta una vita fossero stati rubati, lasciando la vittima in una situazione di estrema difficoltà economica.

Questi episodi, tutti avvenuti in diverse zone della città, indicano l’esistenza di una rete criminale capace di operare rapidamente e con grande efficacia, spostandosi dal centro urbano ai rioni più periferici e persino al Carso. L’analisi dei movimenti finanziari e delle testimonianze suggerisce un’organizzazione ben strutturata, con una chiara predilezione per le persone più vulnerabili.

Le forze dell’ordine hanno intensificato le indagini, effettuando controlli incrociati tra le denunce e i possibili legami tra le diverse rapine. La polizia di Stato invita la cittadinanza a segnalare comportamenti sospetti e a diffidare di telefonate non richieste, soprattutto quando vengono proposte opportunità di investimento o richieste di denaro. La collaborazione della popolazione è considerata fondamentale per spezzare il ciclo di queste truffe orchestrate e per proteggere i più fragili.

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