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Contratti per medici esterni in Friuli crescono del 44,5%

Il Friuli registra un balzo del 44,5% nei contratti per personale sanitario esterno, ma i numeri di dipendenti interni restano tra i più alti d’Italia.

Contratti per medici esterni in Friuli crescono del 44,5%

Nel corso della seduta del 7 ottobre nella Camera dei deputati è stato presentato il nono Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale. Tra i dati più evidenti emerge un incremento marcato dei contratti per personale sanitario esterno nella regione friuli venezia Giulia, con un salto di quasi otto milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Il documento, basato sui valori rilevati dall’ANAC indica che nel 2024 i contratti concernenti medici e infermieri forniti da operatori esterni ammontavano a 17,72 milioni di euro; nel 2025 la cifra è salita a 25,61 milioni, pari a una crescita di 7,89 milioni, ovvero il 44,5 per cento. Si tratta di importi contrattuali, non necessariamente di somme già liquidate, ma è chiaro che il fenomeno dei “gettonisti” sta cambiando il volto della sanità regionale.

Contratti esterni in crescita: il Friuli tra le regioni in rialzo

A livello nazionale, nel 2025 il valore totale dei contratti per personale esterno ha superato i 568 milioni di euro, registrando un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Il Friuli venezia giulia è una delle nove regioni in cui gli importi sono aumentati, mentre altre otto hanno registrato una diminuzione. Questa tendenza nazionale mostrata dal Rapporto Gimbe indica che la dipendenza da risorse esterne è una realtà diffusa, ma con espressioni territoriali molto diverse.

Organico regionale: numeri elevati ma distribuzione incerta

Il Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato segnala che alla fine del 2024 la sanità friulana contava 20.795 dipendenti, includendo sia il personale sanitario sia i ruoli ausiliari. Rapportato alla popolazione, ciò corrisponde a 17,4 addetti ogni mille abitanti, ben al di sopra della media nazionale di 12,1. La regione si colloca quindi tra le prime cinque in termini di densità di personale, in compagnia di Valle d’Aosta, Trento e Bolzano.

Livelli essenziali di assistenza: punteggio e posizionamento

Nel quadro dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) il Friuli venezia giulia ha totalizzato 248 punti su 300, guadagnando 13 punti rispetto al 2023 e posizionandosi al nono posto nella graduatoria Gimbe. Tuttavia, rimane distante dai leader: Veneto (288), Emilia-Romagna (282), Toscana (280) e Lombardia (270). Il risultato testimonia un miglioramento ma anche una consistente distanza dai massimi.

Disparità settoriali: prevenzione, territorio e ospedale

Il rapporto scompone i risultati in tre aree. Nella prevenzione, la regione ha raggiunto 88 punti su 100, posizionandosi al sesto posto. L’assistenza distrettuale ha ottenuto 85 punti (quinto posto), mentre la zona ospedaliera ha totalizzato 75 punti, collocandosi al nono posto. Nonostante il superamento della soglia minima di 60 punti in tutti i settori, il rispetto degli indicatori non garantisce automaticamente tempi di attesa rapidi o disponibilità capillare dei servizi.

Formazione dei medici di famiglia: domanda in crescita, offerta in calo

Per il triennio 2026-2029 la Fimmg ha registrato 80 candidature per le 40 borse disponibili nei corsi di formazione dei medici di medicina generale in Friuli Venezia Giulia, un rapporto di due a uno. Questo interesse dovrebbe essere interpretato con cautela: l’aumento delle domande può dipendere da un maggior numero di laureati e dalla sovrapposizione con i concorsi per le scuole di specializzazione.

A livello nazionale, tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di famiglia è diminuito di 5.197 unità, una perdita del 12,4%. Il Friuli ha subito una riduzione più marcata, pari al 14,7%. Al 1° gennaio 2025 ogni medico di famiglia aveva in media 1.473 assistiti, contro una media italiana di 1.383, posizionandosi al quarto posto per carico di pazienti (dopo Lombardia, Veneto e Bolzano). Utilizzando il parametro di un medico ogni 1.200 assistiti, Gimbe stima un deficit di 156 medici nella regione, il decimo dato più alto a livello nazionale.

Il quadro complessivo dipinge una sanità friulana in fase di transizione: gli organici interni sono tra i più consistenti d’Italia, ma la crescente dipendenza da professionisti esterni e la carenza di medici di famiglia sollevano interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine. Le autorità regionali dovranno bilanciare l’efficienza economica con la necessità di garantire una copertura capillare e tempestiva per tutti i cittadini.

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