Una vicenda che ha suscitato scalpore nell’intero Friuli Venezia Giulia riguarda un cittadino che, spinto da un’ossessione per il presidente della Regione, ha violato i confini della sfera personale del politico e della sua famiglia. Dopo aver fallito il tentativo di ottenere un colloquio attraverso i canali istituzionali l’individuo ha deciso di aggirare la burocrazia, raccogliendo i contatti di una parente di Massimiliano Fedriga e bussando persino alla porta dei suoceri del governatore. Il comportamento è stato giudicato dal Tar come molesto, insostenibile e al di là di qualsiasi limite ragionevole di confronto politico.
Il percorso ossessivo verso il governatore Fedriga
Il tentativo iniziale è partito da una semplice e formale richiesta di incontro rivolta alla segreteria del presidente regionale. Fedriga ha risposto negativamente, ma l’autore della protesta non si è fermato, raccogliendo il numero di cellulare e l’indirizzo e-mail di una sorella del governatore. Da quel punto, l’interessato ha iniziato a chiamare e inviare messaggi, chiedendo l’intercessione della parente per ottenere un colloquio diretto. Non contento, ha localizzato l’abitazione dei suoceri di Fedriga e si è presentato nello studio medico del marito della donna, dimostrando una volontà di penetrare spazi privati non correlati a funzioni istituzionali.
Eventi chiave che hanno accumulato le prove
Nel dicembre 2025 la polizia di Trieste ha identificato l’individuo mentre si aggirava nei pressi di luoghi legati al governatore, ma è stato soltanto il 9 febbraio 2026 che è riuscito a incrociare Fedriga durante un evento pubblico a Udine, ottenendo un breve scambio. Parallelamente, le autorità di Bologna avevano già, nel 2024, emesso un avviso orale contro lo stesso cittadino per un comportamento minaccioso nei confronti di un assessore dell’Emilia-Romagna. La Digos ha descritto la condotta come una “serie di azioni reiterate, indebite e invasive”, sottolineando il superamento di “preoccupanti livelli di minacciosità ed aggressività”.
Il provvedimento di allontanamento e la conferma del TAR
Il questore di Trieste, ritenuto che l’uomo non avesse legami di residenza o familiari nella città, ha disposto un foglio di via di durata annuale, vietandogli l’accesso al territorio triestino. L’interessato ha presentato ricorso contro la misura, chiedendo una sanzione più lieve. Tuttavia, la commissione del Tar FVG ha respinto il ricorso, affermando che le azioni del ricorrente hanno “oltrepassato il limite del legittimo confronto politico” e hanno “violato la sfera personale del presidente, coinvolgendo persone prive di incarichi istituzionali”. I giudici hanno precisato che, avendo dimostrato capacità di aggirare i canali ufficiali, il cittadino rappresentava una minaccia concreta alla tranquillità della vita privata di Fedriga e della sua famiglia.
Il provvedimento è stato poi confermato dal Prefetto, che ha ribadito la pericolosità sociale del comportamento. La decisione di escludere il soggetto da Trieste per un intero anno è rimasta inalterata, poiché le autorità hanno ritenuto che altre misure, come una semplice diffida o un divieto limitato agli uffici regionali, non sarebbero state sufficienti a garantire la sicurezza. Il foglio di via, pur non raggiungendo il massimo quadriennale previsto dalla legge, rappresenta un “intervento ben ponderato” per tenere a distanza una persona che si è dimostrata capace di persecuzione continuativa e di violazione della privacy di un alto funzionario pubblico.



