4 Ottobre 2026 ☀ 22°

Raduno interregionale del volontariato a Gemona: 50 anni dal terremoto

Gemona ha ospitato il raduno dei volontari della Protezione Civile, una giornata di ricordo, sfilata e impegni per il futuro, a metà strada tra storia e prevenzione.

Raduno interregionale del volontariato a Gemona: 50 anni dal terremoto

Il 4 ottobre Gemona del Friuli è diventata il palcoscenico di una manifestazione che unisce memoria e impegno civico. Il Raduno interregionale del volontariato della Protezione Civile ha attraversato le vie del borgo, culminando nella cerimonia finale presso la caserma Goi-Pantanali. L’evento si inserisce nelle attività commemorative del 50° anniversario del terremoto del 1976 una tragedia che segnò profondamente il territorio friulano e diede origine a un modello di risposta all’emergenza ancora oggi di riferimento.

Sfilata per le vie di Gemona e chiusura a Goi-Pantanali

Le strade del centro storico si sono colorate di giallo e blu, i volontari provenienti dalle Regioni e Province autonome del Nord Italia hanno marciato fianco a fianco con le forze dell’alpini e con i rappresentanti di Carinzia, Slovenia e Istria. La sfilata, lunga circa due chilometri, ha visto la partecipazione di circa 400 volontari impegnati nelle esercitazioni degli ultimi giorni, dimostrando la capacità operativa della rete volontaria. Al termine della marcia, l’assemblea si è spostata nella caserma Goi-Pantanali, dove è stato possibile osservare uniformi, veicoli e attrezzature pronte a intervenire in caso di nuova emergenza.

Presenze istituzionali e dichiarazioni chiave

Tra i relatori in scena, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci ha ricordato l’eredità di Giuseppe Zamberletti definendo il modello Friuli una “colonna portante” della prevenzione nazionale. Il governatore del Friuli venezia giulia, Massimiliano Fedriga ha sottolineato che “l’Italia è un paese fragile, dalla Sicilia al Friuli, e il volontariato è l’unica certezza di resilienza”. L’assessore regionale alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi ha aggiunto che la giornata è un “ringraziamento alle donne e agli uomini che hanno costruito un sistema capace di rispondere oltre i confini regionali”.

Il ricordo del modello Friuli e le prospettive future

Durante il discorso di chiusura, Riccardi ha evocato la risposta del Friuli alla scossa del 6 maggio 1976, evidenziando come la collaborazione tra Stato, Regione e Comuni abbia dato vita a una struttura basata sulla sussidiarietà. Ha ricordato che, oltre ai civili, nella tragedia persero la vita anche 29 alpini un sacrificio che ha rafforzato il legame tra comunità e forze armate. Il ministro Musumeci ha richiamato il concetto di prevenzione affermando che se una parte più consistente delle risorse impiegate per la ricostruzione fosse stata destinata alla prevenzione, “avremmo potuto salvare più vite”.

Volontari, esercitazioni e nuova normativa

Il raduno è stato anche il palcoscenico per presentare i risultati di una serie di simulazioni operative condotte negli ultimi mesi, nelle quali hanno partecipato oltre 400 volontari provenienti da tutta Italia. Il ministro Musumeci ha annunciato l’avvio di un disegno di legge volto a tutelare i volontari e i sindaci dalle responsabilità penali e patrimoniali durante le emergenze, sottolineando l’importanza di “non mettere a rischio la generosità di chi serve la collettività”. Riccardi ha concluso ribadendo che il sistema di Protezione Civile ha già ampliato il suo campo d’azione, dal soccorso alle persone sfollate dalla guerra in Ucraina all’assistenza dopo il terremoto in Turchia, dimostrando la capacità di adattamento a nuove sfide.

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