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Montevago, matrimonio sospeso: indagine su presunto accordo economico

A Montevago, la sindaca Margherita La Rocca Ruvolo ha bloccato un matrimonio tra una giovane del paese e un tunisino irregolare, dopo una segnalazione su un possibile accordo economico.

Montevago, matrimonio sospeso: indagine su presunto accordo economico

In un piccolo comune della provincia di Agrigento, una storia di nozze sospese ha attirato l’attenzione delle autorità. A Montevago, la sindaca Margherita La Rocca Ruvolo ha disposto il rinvio di un matrimonio tra una 29enne del paese e un 26enne tunisino dopo una segnalazione che ha sollevato sospetti su un possibile matrimonio combinato.

La segnalazione che ha scatenato l’indagine

Il tutto è iniziato con una segnalazione non anonima ricevuta dalla sindaca, che ha descritto un possibile accordo economico tra il padre della giovane e il futuro sposo. Secondo la segnalazione, il padre avrebbe ricevuto 8.000 euro per consentire il matrimonio. La sindaca, ritenendo la segnalazione seria, ha deciso di intervenire immediatamente.

“Ho ricevuto una segnalazione seria e non potevo voltarmi dall’altra parte”, ha dichiarato la sindaca. “Ho subito parlato con il prefetto perché la ragazza presenta delle fragilità ed è una persona conosciuta dai servizi sociali. Non so realmente cosa ci sia dietro questa vicenda, ma era mio dovere segnalarla e adottare un provvedimento di cautela.”

Le dichiarazioni della famiglia e le indagini in corso

Il padre della giovane, Rosario Gambino ha respinto con decisione le accuse. “Mia figlia è innamorata”, sostiene. “È stata lei a dirmi che voleva sposarsi. Non c’è stato nessun matrimonio combinato e io non ho ricevuto soldi.”

Il futuro sposo, un 26enne tunisino risulta irregolarmente soggiornante in Italia. Dalla nota della Prefettura di Agrigento emerge che è destinatario di un provvedimento di respingimento emesso dalla Questura di Trapani e di un ulteriore provvedimento di espulsione. La Procura di Sciacca ha aperto un’inchiesta e il giovane è sottoposto all’obbligo di firma tre volte alla settimana presso la caserma locale.

La posizione delle istituzioni

La vicenda ha suscitato l’attenzione delle istituzioni locali e non solo. La responsabile Migrazioni e sicurezza del Pd Fvg, Linda Tomasinsig ha dichiarato: “Quando sono in Italia tutte le donne sono protette dalla legge della Repubblica e non sono ammessi comportamenti oppressivi e violenti: questo si deve sapere con chiarezza.”

Tomasinsig ha sottolineato l’importanza di un’informazione costante e capillare, nonché della formazione ai diritti, per proteggere chi chiede aiuto. “Non lasciamo sola chi denuncia”, ha aggiunto, constatando che “stanno venendo alla luce casi terribili di arretratezza culturale, ma anche esempi di coraggio che dimostrano la maturità delle donne, ad esempio pakistane e bengalesi, e la loro voglia di vivere la loro vita.”

Il futuro delle nozze

Al momento, il matrimonio resta differito a data da destinarsi. Saranno gli accertamenti della Procura a chiarire se dietro la decisione di sposarsi vi siano effettivamente le circostanze denunciate nella segnalazione oppure se, come sostiene la famiglia della giovane, si tratti semplicemente di una scelta sentimentale della coppia.

La vicenda di Montevago solleva importanti questioni sul tema dei matrimoni combinati e sulla protezione delle donne in situazioni di vulnerabilità. Le istituzioni locali e nazionali sono chiamate a garantire che ogni decisione matrimoniale sia libera e consapevole, lontana da qualsiasi forma di coercizione o interesse economico.

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