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Hantavirus e nave MV Hondius: Trieste pronta con laboratorio regionale e sorveglianza globale

Aggiornamento sul focolaio collegato alla nave MV Hondius: istituzioni sanitarie e laboratori italiani attivano protocolli di sorveglianza mentre l’Oms monitora oltre 600 contatti

Hantavirus e nave MV Hondius: Trieste pronta con laboratorio regionale e sorveglianza globale

Il 26 maggio 2026 – ore 07.00 la vicenda legata al focolaio di hantavirus associato alla nave da crociera MV Hondius rimane sotto osservazione. A livello internazionale l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha confermato l’aumento dei casi collegati al cluster e il tracciamento di oltre 600 contatti distribuiti in circa 30 Paesi, mentre le autorità sanitarie sottolineano che il rischio per la popolazione generale è da considerarsi basso.

In Italia il problema viene affrontato con protocolli precauzionali e attivazione di strutture di riferimento regionali: il monitoraggio riguarda sia i passeggeri che i membri dell’equipaggio e tiene conto delle evidenze ancora limitate sulla possibile trasmissione interumana di alcune varianti virali. Gli operatori sanitari insistono sulla necessità di mantenere alto il livello di attenzione clinica e diagnostica, evitando allarmismi ma garantendo controlli mirati.

Situazione internazionale e casi recenti

Negli ultimi aggiornamenti l’OMS ha riportato che il totale dei casi collegati all’episodio della MV Hondius è salito a 12, con 3 decessi finora documentati. Un nuovo contagio è stato segnalato nei Paesi Bassi: si tratta di un membro dell’equipaggio rimpatriato dopo lo sbarco a Tenerife, attualmente ricoverato in isolamento. Le autorità olandesi hanno precisato che il ricovero è stato effettuato a scopo precauzionale e che, allo stato attuale, non ci sono segnali di una trasmissione su larga scala nel Paese.

Tracciamento e misure adottate

Le operazioni di tracciamento includono la sorveglianza sanitaria attiva dei contatti, verifiche sui passeggeri ed equipaggi e controlli specifici per i soggetti con esposizione più probabile. L’OMS raccomanda sistemi di monitoraggio condivisi tra Paesi per garantire rapide segnalazioni e gestione isolata dei casi sospetti. Il concetto di contatto a rischio viene valutato caso per caso, integrando dati clinici e anagrafici per decidere l’eventuale esecuzione di test mirati.

La risposta italiana e il laboratorio di riferimento

In linea con le istruzioni operative del Ministero della Salute, la Regione Friuli Venezia Giulia ha identificato un laboratorio di riferimento regionale per le analisi diagnostiche: la struttura è ospitata presso l’Ospedale Maggiore di Trieste, in via della Pietà. L’unità è disponibile per l’esecuzione dei test dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 16.00, previo contatto telefonico ai numeri 040.3992582/2692 o via mail all’indirizzo [email protected].

Linee guida e valutazione del rischio

Il Ministero ribadisce che, anche in assenza di un collegamento epidemiologico chiaro con il focolaio della nave o con aree endemiche, può essere valutata l’esecuzione di indagini specifiche in pazienti con quadro clinico compatibile o inspiegato e con esami microbiologici routinari negativi. La procedura prevede la collaborazione con il medico reperibile dell’INMI Spallanzani (centralino 06551701) e con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), mantenendo come principio operativo la massima cautela.

Ricerca locale e rischio zoonotico nel Friuli Venezia Giulia

Parallelamente alla gestione dei casi collegati alla nave, in Friuli è stata portata a termine una ricerca su ceppi di hantavirus di origine animale: tra 135 appartenenti al Corpo Forestale regionale sottoposti ad analisi, il 10% (14 persone) è risultato positivo ma asintomatico. Questi casi sono legati a forme trasmesse dal roditore Arvicola rossastra, diffuso in particolare nelle aree di confine con la Slovenia, suggerendo come gli spostamenti di fauna e habitat condivisi possano influire sulla presenza del virus sul territorio.

I risultati del Friuli rappresentano circa la metà dei casi identificati nello studio nazionale (25 positivi in totale), segnalando la necessità di mantenere programmi di sorveglianza ecologica e di formazione per gli operatori esposti. Le autorità locali sottolineano che la tipologia di hantavirus animale qui rilevata è distinta dal ceppo Andes coinvolto nei casi umani connessi alla MV Hondius, e perciò le strategie preventive devono essere differenziate in base all’eziologia e al contesto epidemiologico.

In sintesi, la situazione richiede un equilibrio tra prudenza clinica e comunicazione trasparente: mentre l’OMS e i servizi nazionali continuano il tracciamento internazionale, le strutture regionali come il laboratorio di Trieste restano operative per rispondere a eventuali necessità diagnostiche, garantendo il coordinamento con gli istituti di riferimento nazionali.

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