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Giorgio Rossi, l’addio di Trieste all’assessore che ha trasformato la città

Trieste ha detto addio a Giorgio Rossi, assessore alla Cultura, con una cerimonia commovente che ha visto la partecipazione di politici, autorità e cittadini

Giorgio Rossi, l’addio di Trieste all’assessore che ha trasformato la città

Trieste ha vissuto una giornata di profondo cordoglio per la scomparsa di Giorgio Rossi, assessore alla Cultura, deceduto l’11 luglio 2026 all’età di 78 anni. La città ha voluto rendere omaggio a una figura chiave della sua amministrazione, un uomo che ha dedicato oltre vent’anni al servizio della comunità.

La camera ardente allestita nel Municipio di Trieste ha visto sfilare una lunga processione di politici, autorità e cittadini comuni, tutti desiderosi di dare l’ultimo saluto a Rossi. Il sindaco roberto dipiazza, amico fraterno di Rossi, ha accolto personalmente i presenti sulla soglia del Municipio, simbolo di un legame profondo e duraturo.

Un omaggio alla città e alla cultura

Il feretro di Rossi, adornato con girasoli e una foto dell’assessore, è stato scortato da due motociclisti delle forze dell'ordine fino alla cattedrale di San Giusto, dove si sono svolti i funerali. La cerimonia, officiata da don Ettore Malnati, ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il vescovo emerito di Trieste Giampaolo Crepaldi.

Don Malnati ha ricordato la vita di Rossi, sottolineando come l’assessore, figlio di esuli di Umago, si sia fatto strada con determinazione e impegno. ‘Giorgio si è fatto con fatica, era figlio di esuli di Umago, non sempre tanto rispettati a Trieste, ma si è fatto strada non con i gomiti ma con la fatica delle braccia’, ha dichiarato il sacerdote.

Il sindaco Dipiazza ha letto un commento di cordoglio del prefetto di Catania Pietro Signoriello, salutando l’amico Rossi con un commosso ‘Ciao Giorgio, ci rivedremo in cielo’. Dipiazza ha anche annunciato che terrà per sé la delega che fu di Rossi, un gesto che sottolinea l’importanza del ruolo svolto dall’assessore nella vita culturale della città.

La mostra ‘Flying Racquets’ e il lascito di Rossi

Nel pomeriggio, il sindaco Dipiazza ha inaugurato la mostra ‘Flying Racquets’ di Ray Giubilo, un evento che Rossi aveva sostenuto con convinzione. La mostra, dedicata al mondo del tennis professionistico contemporaneo, è stata allestita nella Sala Fini del Magazzino 26 di Porto Vecchio-Porto Vivo, un progetto che Rossi aveva concepito come un grande contenitore culturale per la città.

‘Oggi purtroppo ho accompagnato Giorgio Rossi per il suo ultimo viaggio dopo 25 anni assieme al servizio della città’, ha dichiarato Dipiazza. ‘Giorgio Rossi era una persona straordinaria, che lavorava più ore dell’orologio, a cui io volevo bene. Vorrei tuttavia portare la vostra attenzione non solo su questa mostra ma anche più in generale sul Magazzino 26, che Giorgio aveva concepito come un grande contenitore culturale per la città.’

La mostra, realizzata dall’Associazione culturale Triestebookfest in collaborazione con il Comune di Trieste, sarà aperta al pubblico dal 18 luglio al 20 settembre. Tra le immagini esposte, anche la fotografia ‘It’s not Halloween’, vincitrice del 2026 ITF Tennis Photo Award e del prestigioso AIPS Award come migliore fotografia sportiva del 2026.

Un patrimonio di esperienze e sguardi

Ray Giubilo, fotografo triestino, ha documentato oltre 130 tornei del Grand Slam e 3 Olimpiadi, costruendo un archivio unico che racconta quasi quarant’anni di evoluzione del tennis contemporaneo. La mostra presenta una selezione di oltre 60 immagini di grande formato, accompagnate da centinaia di scatti digitali, che catturano l’essenza di questo sport e dei suoi protagonisti.

Tra i protagonisti delle fotografie, alcuni grandi campioni come Federer, Nadal, Williams, Sampras, Djokovic, Alcaraz, Paolini e Sinner. La mostra include anche la serie pittorica ‘Terra Rossa’ dell’artista Federica Ramani, che interpreta alcuni scatti di Giubilo attraverso una tecnica dal forte impatto sensoriale.

Trieste ha così reso omaggio a Giorgio Rossi, un uomo che ha dedicato la sua vita alla città e alla cultura, lasciando un lascito che continuerà a vivere attraverso i progetti che ha sostenuto e le iniziative che ha promosso.

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