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Monitoraggio Goletta Verde in Friuli Venezia Giulia: risultati e criticità emerse

Il monitoraggio svolto il 28 maggio ha interessato dieci punti tra mare e foci: il 100% è risultato entro i limiti di legge. Nonostante i dati positivi, Legambiente segnala l'assenza dei cartelli informativi e richiama l'attenzione sulle modalità di campionamento.

Monitoraggio Goletta Verde in Friuli Venezia Giulia: risultati e criticità emerse

Goletta Verde ha presentato i risultati dei campionamenti eseguiti il 28 maggio lungo la costa del Friuli Venezia Giuliaconfermando che i dieci punti monitorati sono rientrati nei limiti di leggecon dati illustrati il 16 giugno a Trieste, al Mandracchio. La campagna ha coperto tratti in mare e alle foci dei corsi d’acqua, con una ripartizione del 60% e 40% rispettivamente, e ha coinvolto tecnici, volontari e istituzioni locali.

L’esito è stato definito una “buona notizia” che “conferma il trend positivo dello scorso anno e che lascia ben sperare”, ma sono state segnalate criticità sulla cartellonistica e sulla rappresentatività stagionale dei prelievi. L’informazione ai bagnanti e il calendario dei controlli restano punti sensibili. Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026.

Dati presentati al Mandracchio e quadro complessivo dei controlli

La presentazione dei risultati si è tenuta il 16 giugno, alle 11.30, a bordo dell’imbarcazione ormeggiata al Mandracchio di Trieste, a valle dei campionamenti del 28 maggio. Sono stati esaminati dieci punti complessivi, di cui sei a mare e quattro su foci e scarichi, con tutti i valori sotto le soglie previste dalla normativa sulla balneazione. In parallelo, dalle 9.30 alle 11, nell’area verde di fronte all’imbarcazione si sono svolti i laboratori didattici “Alla scoperta del mare”, iniziativa rivolta a ragazze e ragazzi per promuovere la consapevolezza sulla tutela degli ecosistemi costieri.

Nel corso della presentazione, l’associazione ha richiamato l’attenzione sulla continuità dei controlli e sulla prevenzione in aree sensibili come foci e scarichi. “Informare i cittadini sulla qualità delle acque, mare e fiumi che siano è importantissimo”, è stato ribadito dagli organizzatori come principio guida della campagna, in linea con l’esigenza di accesso ai dati aggiornati da parte dei bagnanti e dei residenti.

Mappa dei campionamenti: Trieste, Gorizia e Udine

In provincia di Trieste sono stati prelevati tre campioni a mareuno sul lungomare cittadino, uno in zona Barcola e uno a Sistiana Castelreggiotutti rientrati nei parametri. In provincia di Gorizia i tecnici hanno controllato due punti a mare, a Marina Julia e a Grado (spiaggia di viale del Sole all’incrocio con via Svevo), e un punto alla foce del fiume Isonzosenza superamenti.

La provincia di Udinecon la costa più estesa, ha ospitato quattro verifiche: una alla foce del fiume Stella nel comune di Precenicco, una alla foce del Tagliamento nel comune di Lignano Sabbiadoro, un controllo presso lo scarico del depuratore di Lignano e un campione a mare sulla spiaggia del lungomare Trieste all’incrocio con via Gorizia. Per tutti i siti, i livelli di enterococchi intestinali ed Escherichia coli sono risultati entro i limiti.

Segnaletica assente e divieti: il nodo dell’informazione ai bagnanti

Parallelamente ai dati favorevoli, i sopralluoghi hanno rilevato l’assenza di cartelli informativi sulla qualità delle acque nei punti monitorati, una competenza che ricade sulle amministrazioni costiere. Un cartello di divieto di balneazione è stato rinvenuto soltanto alla foce del Tagliamentomentre negli altri siti non sono stati individuati avvisi aggiornati. La carenza di segnaletica incide sulla capacità dei cittadini di orientarsi rispetto alle condizioni di balneabilità lungo i tratti di litorale frequentati.

I referenti della campagna hanno evidenziato anche il tema delle tempistiche dei prelievi: i campionamenti, effettuati a inizio stagione balneare, riflettono una pressione sugli impianti di depurazione generalmente più bassa rispetto ai picchi di luglio e agosto. Questo elemento è stato indicato come possibile limite di rappresentatività della fotografia scattata, con l’invito a mantenere un monitoraggio ravvicinato nei mesi di maggiore afflusso turistico.

Metodologia, presenze istituzionali e iniziative sul campo

I campionamenti sono stati condotti da tecnici e volontari coordinati dall’ufficio scientifico dell’associazione. I campioni microbiologici sono stati raccolti in contenitori sterilimantenuti in catena del freddo e analizzati entro 24 ore o nella stessa giornata. Tra i parametri considerati, enterococchi intestinali ed E. colisecondo i criteri normativi sulla balneazione. La procedura ha seguito standard operativi consolidati per garantire comparabilità e qualità dei dati lungo i diversi tratti costieri della regione.

Alla tappa hanno preso parte il portavoce di Goletta Verde e responsabile nazionale biodiversità Stefano Raimondiil presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia Sandro Cargneluttiil sindaco di Grado Giuseppe Corbattoil Primo Luogotenente Giaquinto Stefano della Capitaneria di porto di Grado e Claudia Orlandi di ARPA FVGresponsabile della struttura qualità delle acque marine e di transizione. Le presenze istituzionali hanno inquadrato il monitoraggio nella cornice delle competenze locali e dei controlli pubblici.

Durante la tappa è stata proposta una dimostrazione di nuove tecnologie per lo studio degli ambienti marini: in collaborazione con l’Università di Udine è stato calato un drone marino nel porto di Grado per il monitoraggio delle praterie sommerse di Cymodocea nodosahabitat tipico dell’Alto Adriatico considerato vulnerabile per cambiamenti climatici e perdita di habitat. Nel transito verso Grado è stata inoltre osservata una tartaruga marina Caretta caretta che ha accompagnato l’imbarcazione per un breve tratto, episodio segnalato come simbolico all’apertura dell’edizione celebrativa della campagna.

Gli organizzatori hanno ribadito la natura progressiva del monitoraggio: la conformità dei dieci punti esaminati “lascia ben sperare” ma non sostituisce i controlli continui, specie in aree di foce e presso gli scarichi. La campagna ha richiamato anche la pressione sulla risorsa ittica e la presenza di specie aliene lungo la costa, elementi che possono incidere sugli ecosistemi marini e richiedono osservazione costante accanto ai rilievi microbiologici.

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