La vicenda che riguarda lo stabilimento Electrolux di Porcia entra in una fase di forte visibilità pubblica: mentre in ambito istituzionale si susseguono confronti e vertici, la Comunità ecclesiale locale ha scelto di manifestare la propria vicinanza pratica ai lavoratori e alle loro famiglie. La Commissione di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Concordia-Pordenone ha ufficializzato la partecipazione al corteo convocato per il 18 giugnosottolineando che la tutela della persona non può essere sacrificata a logiche esclusivamente economiche.
Presenza della diocesi e messaggi del vescovo Pellegrini
La Commissione di Pastorale Sociale ha richiamato il comunicato congiunto che era stato diffuso un mese prima insieme alla Pastorale della Diocesi di Vittorio Venetofirmato dai vescovi Giuseppe Pellegrini e Riccardo Battocchio. In quell’ambito la diocesi ha ribadito la sua solidarietà verso le maestranze di Porcia e ha confermato l’impegno a fianco dei lavoratori durante le mobilitazioni pubbliche. Il vescovo Pellegrini, che sta seguendo la vicenda anche durante una visita in Maroccoha rilanciato personalmente parole di sostegno: «Il lavoro è fondamentale per mantenere le famiglie e per dare dignità alla persona», frase pronunciata davanti ai dipendenti raccolti nel piazzale dell’azienda.
Significato della partecipazione
La presenza della diocesi al corteo non è solo simbolica: la Pastorale Sociale ha sottoscritto, insieme ai sindaci e ai sindacati del territorio, una richiesta formale di ritiro del piano di licenziamenti. Con questo atto la Chiesa locale intende evidenziare che il lavoro deve essere considerato come elemento centrale per il bene comune e non come una semplice voce di bilancio. La Commissione definisce il lavoro come un’azione collettiva fondamentale per la costruzione della società civile e per la tutela della dignità personale.
Il contesto dei vertici e la mobilitazione del 15 e 18 giugno
Il percorso negoziale ha visto un appuntamento rilevante il 15 giugnoquando si è svolto al MIMIT un confronto con i vertici dell’azienda, i rappresentanti sindacali e le istituzioni; la giornata è stata indicativa per capire la portata del piano annunciato a livello nazionale. Nella ricaduta locale, a Porcia sono coinvolti 262 posti di lavoro a fronte di una riduzione delle linee produttive, con l’eliminazione della linea delle lavasciuga. I numeri nazionali previsti dalla multinazionale segnalano 1.719 esuberi, che diventano 1.900 se si considerano anche i contratti a termine.
Mobilitazioni e attori locali
All’interno della mobilitazione hanno preso parte anche soggetti politici e istituzionali: una delegazione del Movimento 5 Stelle si è presentata davanti ai cancelli dello stabilimento per incontrare lavoratori e sindacati, mentre rappresentanti regionali e parlamentari hanno rilanciato il tema dell’impatto sul territorio. Il corteo del 18 giugno partirà da Porcia e raggiungerà Piazza del Popolo a Pordenonedove una delegazione incontrerà il prefetto per chiedere tutele e risposte concrete.
Nel corso delle iniziative pubbliche l’europarlamentare Gaetano Pedullà ha sintetizzato il sentimento diffuso con parole forti: «Ogni singolo lavoratore sacrificato è una sconfitta per l’Italia e per l’Europa», richiamando l’urgenza di interventi coordinati a più livelli istituzionali.
Impatto sul territorio e richieste delle rappresentanze produttive
La possibile riduzione dell’attività industriale a Porcia solleva preoccupazioni che superano i numeri dei posti di lavoro diretti: l’indotto e la filiera produttiva collegata possono subire effetti rilevanti. Organismi come Confindustria Alto Adriatico hanno chiesto un confronto sulla competitività produttiva e sulla tenuta della filiera, auspicando risposte coordinate a livello nazionale e internazionale per contrastare la crisi del settore.
La scelta della diocesi di accompagnare i lavoratori in piazza rappresenta una componente civile e sociale della mobilitazione: un segnale che unisce dimensione sindacale, istituzionale e comunitaria nella richiesta di tutela dei diritti fondamentali e del valore del lavoro. La manifestazione del 18 giugno sarà quindi un momento importante per misurare la capacità di risposta collettiva alla crisi aperta nello stabilimento di Porcia e per ribadire che la difesa della dignità delle persone resta al centro del dibattito pubblico.


